“Quando abbiamo saputo che l’Energas voleva rinunciare all’installazione del deposito gpl a Manfredonia, in località S. Spiriticchio, abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Una soddisfazione momentanea, però. La soddisfazione pienamente appagata l’avremo allorquando sarà ufficializzato il ritiro definitivo degli atti dovuti”. Esordisce così, in una nota, Matteo Starace, rappresentante del Caos, il Comitato di associazioni operanti nel sociale a Manfredonia.
“Certo c’è dello sconforto – continua – nel constatare tanta gente vantare meriti in questa vicenda. Però restiamo calmi, con i piedi per terra e con l’animo sereno. Aspettiamo che il sole torni a brillare. Quando cominciammo a lavorare per scongiurare la costruzione del più grande deposito di gpl d’Europa, ci dicevano che eravamo dei visionari perché i giochi, ormai, erano già stati fatti. Ma quando ci rendemmo conto, nell’analizzare il progetto presentato, che l’opera era stata concepita in maniera da costituire un grosso pericolo per il territorio – prosegue Starace -, in funzione della massimizzazione del guadagno da parte della società e a scapito dell’ambiente marino del golfo, della sicurezza, della salute e che avrebbe fatto perdere centinaia di posti di lavoro esistenti impoverendo ancora di più il nostro territorio, decidemmo di metterci anima e corpo pur di salvare la nostra città da tale iattura”.
Tutte questioni argomentate in maniera precisa e dettagliata “per cui – continua Starace – se qualcuno vuole ancora aggrapparsi alla favola dell’Energas, è invitato ad andare a visionare i nostri documenti sull’argomento. La fede e l’impegno profuso dicono ai nostri concittadini che, quando c’è una causa giusta, bisogna impegnarsi, rimettendoci magari tempo, soldi e, perché no, anche la salute. Non si può vivere in attesa che dal cielo scendano i panierini, ma bisogna adoperarsi, tutti insieme, per trasformare questa nostra terra ed evitare che i giovani emigrino per mancanza di lavoro”.
“Il signor Menale (patron dell’azienda, ndr), come appare negli interventi di alcuni, non può atteggiarsi a vittima del complotto e della incomprensione. Ha messo in campo tutte le armi che aveva a disposizione per sostenere la sua causa. Ha fatto il suo mestiere, d’altronde. Ai furbetti che si sono offerti con la speranza di guadagnarci qualcosa, senza rendersi conto del male che stavano facendo, diciamo solo che la nostra terra va difesa dalle prepotenze che fino ad oggi hanno arrecato solo danni. Non portiamo rancore verso nessuno – concludono dal Caons -, ma invitiamo tutti a non tentare di strumentalizzare questa vicenda e a imparare a mettere al primo posto il bene comune”.
