“Accogliere le proposte del Partito Democratico giova all’amministrazione comunale, e poco conta che il sindaco Landella ometta di riconoscere il merito a chi ce l’ha. La decisione di chiudere al traffico le strade a più elevata concentrazione di locali notturni – com’è il caso di via Dante, vico Ciancarella e via Noto – era tra le proposte avanzate lo scorso 4 maggio per favorire una ripresa della socialità in sicurezza e garantendo spazi a chi non aveva potuto lavorare per oltre due mesi”. Lo dichiarano consiglieri comunali Pasquale Dell’Aquila (capogruppo) Lia Azzarone, Francesco De Vito, Michele Norillo e Annarita Palmieri.
“Forti di questa esperienza, avanziamo un’altra proposta relativa all’ordinata gestione della ‘movida’ con anche l’intento di tutelare gli operatori che rispettano le norme e le ordinanze firmate dal sindaco stesso – proseguono -. Il riferimento è all’obbligo di chiusura all’1 del mattino poco o per nulla rispettato nella zona del centro storico dov’è più alta la concentrazione di ‘cicchetterie’. Pressati dalla giovanissima clientela, oltre che dall’esigenza di recuperare almeno una parte del fatturato perso durante la quarantena, sono diversi i bar che dissimulano la chiusura e continuano a vendere alcolici. Circostanza che determina anche l’intensificarsi di assembramenti nei pressi degli stessi locali.
Riteniamo, quindi, sia opportuno prevedere un’estensione dell’orario di apertura dei locali notturni il venerdì e il sabato, arrivando anche alle 2 del mattino, così da incrementare l’offerta e gli spazi disponibili in tutta la città.
Al contempo – concludono -, chiediamo che siano effettuati severi e mirati controlli per garantire il rispetto diffuso delle norme, favorire una più serena convivenza tra clienti e residenti, tutelare i gestori dei locali da atti microdelinquenziali e vandalici che scoraggiano la frequentazione del centro storico da parte di consumatori più adulti.
Come spesso accade, la crisi provocata dalla pandemia può diventare l’occasione per ridefinire il patto sociale tra chi vive, chi opera e chi frequenta l’area di maggior pregio culturale della città con l’intento di rivitalizzarla complessivamente dopo un lungo periodo segnato dal disinteresse dell’amministrazione comunale”.
