Tegola per la mattinatese, Francesca Mantuano, arrestata nel maggio scorso con l’accusa di estorsione. Il Tribunale della Libertà ha rigettato l’istanza della difesa che puntava alla scarcerazione dell’imputata. Per la giovane donna si va verso un patteggiamento di 2 anni e 10 mesi. Nemmeno il suo essere madre di cinque figli sarebbe bastato per evitarle il carcere.
“Una allarmante propensione al delitto”. Così il gip nell’ordinanza di custodia cautelare relativa all’arresto della 29enne. Destarono sconcerto le intercettazioni contenute negli atti giudiziari che coinvolsero anche minorenni, usati allo scopo di estorcere denaro ad un anziano del luogo, finito nel mirino dei Quitadamo, nota famiglia criminale del Gargano, conosciuta con il soprannome “Baffino”. Dopo la mancata corresponsione dei soldi richiesti e le denunce della vittima agli inquirenti, la Mantuano, moglie del censurato Renato Quitadamo, fratello dei più noti pregiudicati Antonio e Andrea, avrebbe scatenato una violenta offensiva, contrassegnata da biglietti minatori e propositi omicidiari (LEGGI LE CARTE DELL’INCHIESTA).
Il nome della giovane donna non è nuovo agli inquirenti in quanto già apparso nella vicenda relativa a Francesco Armiento, giovane vittima di lupara bianca, scomparso nel nulla a giugno 2016. Armiento era amico storico di famiglia. (In alto, i carabinieri di Mattinata; nel riquadro, la Mantuano)
