“Fin dal primo giorno abbiamo voluto dare un taglio molto operativo alle attività della commissione rendendola più efficace ed efficiente, sempre al servizio dei cittadini e del territorio di Capitanata”. Così Giuseppe Maestri e Pasqualino Festa, presidente e vicepresidente della commissione provinciale Edilizia Residenziale Pubblica Foggia tracciano il bilancio di questi primi sei mesi dell’importante organismo.
La Commissione è stata nominata con delibera di Giunta Regionale 1539 del 2/08/2019. Il suo percorso operativo è cominciato il 24/01/2020. Oltre a Maestri (agronomo, dirigente del Settore Urbanistica della Regione Puglia) e Festa (UNIAT Foggia) in quell’occasione sono stati nominati componenti della Commissione Adele Marina Lombardi (direttore ARCA Capitanata), Margherita Silvana Capparella (SUNIA), Leonardo Piacquaddio (SICET), Gerardo De Feudis (ASSOCASA), e riconfermata segretaria dell’organismo Rina Martino.
“In questi sei mesi tanto è stato fatto. In base alle sue competenze, definite per legge, la commissione ha espresso pareri su ricorsi a graduatorie provvisorie, annullamenti assegnazioni e decadenze presentate da cittadini dei comuni di Orta Nova, Stornarella, Candela”. Presidente e vicepresidente rimarcano quindi un aspetto importante: “è doveroso sottolineare che la commissione non ha competenza in materia di assegnazione di alloggi e redazione di graduatorie ed è un passaggio fondamentale per evitare confusione e allarmismi”.
“Inoltre, finalmente da qualche giorno a questa parte, l’ANCI ha sciolto la riserva comunicando i due nominativi che consentono di completare l’organigramma (avv. Vladimiro Cimaduomo, sig. Paolo Belmonte). Un passaggio di routine amministrativa ma che, ne siamo certi, concorrerà a far portare avanti le attività già avviate e gli ambiti di intervento definiti in fase di insediamento della Commissione”, concludono Maestri e Festa.
In questi giorni le notizie riguardanti le case pericolanti e fatiscenti al Cep e a Borgo Mezzanone e la mancata occupazione di circa 10 case nelle palazzine consegnate a Via Lucera a Foggia, sulle quali sarebbero attivi i controlli incrociati di Comune e Arca, ha scatenato molte polemiche e molte attese nei confronti della commissione ormai insediata. In realtà la commissione, come ha illustrato a l’Immediato la segretaria Martino, non ha alcuna competenza sulle assegnazioni, essa infatti può solo sbrigare ricorsi da parte dei cittadini che si sentono lesi nei punteggi in graduatoria e su pratiche e motivi di decadenza.
Con l’assenza di una nuova graduatoria la commissione può fare ben poco sui punteggi, la nuova infatti è ancora congelata e in attesa di essere diffusa ormai già dal gennaio 2017, quando su iniziativa dell’allora delegato all’emergenza abitativa Saverio Cassitti il Comune si attivò per risistemare le carte e riaggiornare le situazioni reddituali di ciascun nucleo familiare indigente. Al momento ad incagliare la graduatoria ci sarebbero proprio le condizioni statiche degli immobili temporanei di alcune famiglie, la accertata inagibilità infatti fa scattare un massimo di 6 punti in graduatoria, ma molti all’Ufficio Casa di Via Gramsci assicurano che si è in dirittura di arrivo.
Ciò che ha inalberato molti cittadini è il percorso parallelo che in questi mesi è stato tracciato per quelle famiglie che si ritengono più bisognose delle altre. Tra queste la priorità, anche per un intervento diretto di Michele Emiliano e del presidente Arca Denny Pascarella, è andata alle mamme dei container di Via San Severo e adesso a ruota all’ex distretto e al Campo degli Ulivi. A fine giugno, stando a quello che è stato raccontato alle donne dei container, saranno consegnate 4 case più 2 riscattate dall’Arca. Ed entro agosto l’Arca, che in virtù del bando per l’acquisto starebbe chiudendo il contratto con i proprietari della vecchia palazzina di Vico della Pietà (la Triade srl di Michele Simone e soci per anni come si ricorderà affittò al Comune una palazzina pericolante in centro storico per l’emergenza abitativa, solo col Salva Enti il Comune si liberò di quei fitti passivi sistemando quelle persone in vari posti tra cui piastre di Candelaro e Cep e altri nelle case dei custodi del cimitero e delle scuole ndr), assegnerà almeno 10 case alle restanti famiglie, così da sanare per sempre la condizione delle 21 unità familiari che ancora risiedono nei container.
La Regione si riservò un numero non trascurabile di alloggi dalle assegnazioni di Via Lucera, destinate come si sa ai residenti del villaggio di Mussolini, bypassando ogni tipo di graduatoria, sia la vecchia del 2004 sia quella in via di definizione. Il Comune poi individuò le varie emergenze.
Oggi si scopre però che 10 famiglie non ci sono nelle case, al controllo dei Vigili urbani non hanno risposto o hanno mostrato di non avere l’allaccio del gas e di non servirsi neppure della bombola: dove vivono? C’è anche l’enigma di 3 case assegnate ad alcuni nuclei che avevano la residenza a Borgo Mezzanone, ma che nella borgata non avrebbero vissuto mai, secondo i racconti del rappresentante del comitato e non solo. E c’è anche il caso di alcune persone che avevano una baracca abusiva a Via Lucera e che dovrebbero vivere nella palazzina Arca ma sono rimaste nei bassi, che il Comune stenta ad abbattere.
Di tutte queste vicende controverse per ora la Commissione provinciale Erp non è stata ancora investita.
