Condannato a sei anni il boss di Vieste, Marco Raduano alias “Pallone”. È l’ennesima stangata per il giovane capoclan, già detenuto per altri reati nel carcere di Nuoro. Il 37enne Raduano è stato condannato dal Tribunale di Foggia, giudice Talani, per la tentata estorsione (con il metodo del cavallo di ritorno) a seguito del furto dell’auto di un imprenditore turistico di Vieste. Raduano dovrà inoltre risarcire la vittima e le parti civili costituite in giudizio, tra le quali l’associazione antiracket di Vieste e la fondazione antiracket.
Un altro colpo esiziale per il giovane boss, condannato poche settimane fa, al termine del rito abbreviato, a 19 anni di prigione per traffico e spaccio di droga, aggravati dalla mafiosità, e porto e detenzione illegale di armi. Nello stesso procedimento, condannati anche i suoi più fedeli sodali: 18 anni e 10 mesi al nipote Liberantonio Azzarone detto “Antony”, 30 anni, accusato degli stessi reati (tranne il porto della pistola); 9 anni e 2 mesi a Gianluigi Troiano, 27enne, colpevole di traffico di droga aggravato dalla mafiosità e concorso con gli altri imputati nella detenzione di 152 chili di marijuana. Infine, 3 anni e 4 mesi a Luigi Troiano, 57 anni, sempre per la vicenda della marijuana.
Raduano è ampiamente citato anche nell’ordinanza cautelare “Neve di Marzo” che portò a ben 15 arresti nel mondo della malavita viestana: in carcere numerosi appartenenti al clan di “Pallone”. Giovani spregiudicati pronti a tutto per controllare il traffico di droga ed ammazzare i rivali del clan Iannoli-Perna, gruppo ormai decapitato dopo l’uccisione del boss Girolamo Perna e le lunghe condanne per i cugini Giovanni e Claudio Iannoli.
