Un secondo atto della campagna elettorale del maggio 2019 è andato in scena, in maniera molto violenta e accesa, nel consiglio comunale tra il sindaco di Foggia Franco Landella e il leader dell’opposizione Pippo Cavaliere, che ha accusato la maggioranza di censura nei suoi riguardi.
Una vera e propria rissa verbale si è scatenata con il sindaco infuriato nei confronti dell’ingegnere, che ha poi abbandonato l’aula. La questione è sempre la controversa transazione in favore della Raco per i lavori del Teatro Giordano, che ha infiammato la competizione elettorale amministrativa scorsa.
Dopo le commissioni consiliari delle ultime settimane il parere del capo dell’Avvocatura Mario Puzio appare mutato. L’istruttoria per la proposta di deliberazione della transazione da 1,7 milioni di euro non è completa. Alla nota dell’8 gennaio del segretario generale Caso si è deciso solo oggi di dare risposta acquisendo il fascicolo del Tribunale.
“Chiedo di rinviare l’accapo non perché il consiglio comunale non vuole pronunciarsi ma perché sia Puzio sia Caso, non sono nelle condizioni di dare un parere. La delibera deve essere supportata da un parere motivato da parte degli organi tecnici, chi ha analizzato questa istanza è stato l’avvocato Dragonetti, ma Puzio mi ha comunicato che non ha ancora una condizione tecnica giuridica e amministrativa per pronunciarsi serenamente. Trattiamo di una materia complessa, con una storia complessa. Rinviamo la discussione a quando avremo i pareri di Puzio e Caso. Il parere non è vincolante, ma è meglio averlo”.
Puzio è stato netto. “Ebbi a redigere la proposta di deliberazione a marzo, ma lo feci in maniera asettica e lo feci su informazioni incomplete e lacunose. Premesso che l’intero procedimento non l’ho seguito io, ma Dragonetti, mi ero limitato a proporre un parere neutro. Ho avuto l’incartamento del procedimento il 21 settembre del 2019, quando venne fuori la proposta conciliativa, la mia relazione teneva presente di questi parametri, ma nella conclusione non mi sono espresso né in maniera favorevole e sfavorevole. Alla luce di questi eventi, ho necessità di acquisire l’intero fascicolo che è in Tribunale rispetto a quanto svolto in verbale dal difensore. Ho necessità di avere un po’ di tempo e poi riformulerò le mie istanze”.
Gli ha fatto eco Caso: “Quando è stata formulata la proposta, in data 8 gennaio, avevo chiesto che l’avvocato Puzio si pronunciasse rispetto alla convenienza della proposta conciliativa, ma la documentazione lacunosa del servizio Avvocatura non aiuta”.
Sulla questione si è pronunciato Bruno Longo. “Non posso che condividere l’impostazione del sindaco, perché quando non ci sono i documenti è impossibile esprimersi, ma lei sindaco che sovraintende la tecnostruttura deve pretendere efficienza. Siamo stati chiamati con urgenza dall’assessore Cangelli per esprimerci, siamo qui per questa nota e non per altro, siamo alla schizofrenia politica amministrativa, mi sembra grave rispetto ad un consiglio comunale che merita ben altro dai dirigenti. Rinviare questo argomento dopo il 6 potrebbe provocare un aggravio di spesa? Voto contro per il pasticcio dei dirigenti”.
Ebbene l’atto era manchevole e quindi è stato ritirato. Cavaliere avrebbe voluto parlare, ma gli è stato impedito dal sindaco. Il palcoscenico è vuoto per il post Covid. Ma si attende il terzo atto.
