“Da giorni che seguo la storia di un un papà meraviglioso Vincenzo e del suo dolcissimo figlio ‘speciale’ Checco e continuo ad emozionarmi nel vedere quanto amore c’è tra di loro. Curiosamente, quando si parla di handicap spesso si citano le ‘mamme speciali’ e i padri restano spesso sullo sfondo”. Inizia così la storia raccontata sul web dall’infermiera foggiana, Jole Figurella, da anni impegnata nel sociale, tra le trascinatrici del gruppo dei clowndottori dell’associazione “Il Cuore”.
Protagonisti il signor Vincenzo e il figlio Checco: “Talvolta ho incontrato papà spaventati, fragili, che hanno preferito scappare via di fronte alla prospettiva di una vita che, certo, non avevano considerato che non avevano messo in conto di dover vivere. E poi ci sono papà che hanno riorganizzato la loro vita rinunciando a carriere, successi e ambizioni per accettare il ruolo di ‘super papà’ – scrive Figurella -. Ed è proprio di un giovanissimo super papà che voglio parlarvi, lui è Vincenzo in questi giorni in viaggio con il suo figliolo Checco, un bambino di 15 anni, impegnati in un percorso di riabilitazione alimentare presso l’Ospedale Bambin Gesù di Roma. Quindici giorni difficili e nello stesso tempo meravigliosi per Vincenzo e Checco e io li ho seguiti momento per momento e ora voglio condividere con voi queste emozioni”.
Poi spiega: “Durante questi giorni ho visto un padre premuroso occuparsi del proprio figlio con pazienza e tanto amore, preparare pasti, imboccare Checco orgoglioso dei suoi progressi, lavare i suoi abiti sporchi, portarlo a spasso per belle passeggiate e a fine giornata dormire abbracciati nel letto, sfiniti. Vedere le braccia di Checco avvolte al collo del papà è davvero da brividi. Mi chiedo quanta forza debba avere un genitore di fronte a tanta sofferenza, sono segni indelebili nel cuore e nell’anima, profondi e dolorosi, che solo un genitore sa sopportare e riesce a portare con amore nonostante le lacrime. Vincenzo e Checco stanno affrontando insieme questo percorso di rieducazione alimentare, indispensabile per permettere lo sviluppo dell’autonomia e delle abilità motorie orali compromesse nei bambini affetti da disabilità, accompagnate da diversi quadri clinici come nei prematuri”.
“Grazie al personale eccellente del Bambin Gesù, si sta attuando un training masticatorio necessario per la deglutizione, la salivazione e il linguaggio, per cui Checco pian piano sta passando da cibi liquidi a solidi e con l’amore e tanto orgoglio da parte del papà ha cominciato a mangiare la pasta. Accanto a momenti difficili, Vincenzo non si scoraggia e sorridendo stringe Checco chiamandolo ‘il mio amore’, ed è fiducioso della riuscita di questo percorso che prevede tempo e sintonia tra il bambino e il proprio genitore che ha cominciato questa interazione come punto di riferimento. Un percorso che richiede tanta serenità e continue attenzioni, tutto ciò che Checco sta ricevendo dal ‘super papà’. Io continuerò a seguire il loro cammino come esempio e con ammirazione, e con grande felicità il Cuore Foggia sarà lieta di regalare una vacanza sociale a Galatina nel villaggio inclusivo Dinamiko, per una settimana, al meraviglioso Checco e al suo papà. E come dice la canzone di Battiato, ho capito seguendo questa meravigliosa storia, cosa significhi avere ‘cura’ di un essere speciale”.
