“Nei mesi precedenti all’emergenza Covid-19 il The Alibi, club foggiano di musica live, è stato vittima di reiterati abusi di potere e di un inspiegabile accanimento d’ufficio da parte dell’amministrazione comunale e della tecnostruttura, all’obiettivo di imporre la cessazione dell’attività”. È quanto riportano in un comunicato stampa, i titolari dell’attività.
“A partire dal dicembre 2019 – ricordano – numerosi atti e comunicazioni interne prodotte dal sindaco di Foggia, Franco Landella, intimavano le forze dell’ordine tutte, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Locale, Polizia Amministrativa e Guardia di Finanza, ad effettuare verifiche sull’attività in oggetto, il The Alibi, poiché irregolare e lesiva della sicurezza cittadina.
Tuttavia, negli oltre cinque sopralluoghi effettuati durante il dicembre scorso, gli agenti di polizia hanno sempre verbalizzato l’attività svolta dal The Alibi come regolare ed a norma di legge.
Nel frattempo gli uffici comunali tentavano, in più battute, di revocare licenze di somministrazione, emanando atti illegittimi per vizi di forma e sostanza (quali ad esempio la mancanza di riferimenti legislativi) espressione di sciatteria amministrativa ed abuso di potere.
Il colmo si raggiunge in data 23 dicembre quando il The Alibi riceve una comunicazione dal comune, alle ore 15.54, ossia sei minuti prima della chiusura per ferie degli uffici, con una cessazione dell’attività per motivi urbanistici di fatto inesistenti. Talmente inesistenti da non comparire mai più in nessuna delle successive comunicazioni quale motivo ostativo alla prosecuzione dell’attività. Nel rispetto della legge, e non dell’autorità, i gestori decidono di accettare la chiusura dell’attività e, presentate le memorie difensive con il supporto di un team di tecnici e legali, alla richiesta di riaprire il The Alibi, la funzionaria comunale risponde ‘ora non ho tempo’”.
“Il comune di Foggia ha mandato a casa oltre 10 giovani dipendenti regolarmente assunti, alcuni dei quali a tempo indeterminato, il giorno prima di Natale. Ci ha messo in difficoltà con il nostro pubblico e con i fornitori i quali sono vittime, come noi, di questo increscioso episodio”, dichiara il 27enne Marco Matera, titolare del The Alibi. “In più occasioni ci siamo trovati davanti funzionari che ci dicevano di avere scelta se non quella di seguire quello che era un ordine dall’alto. Attoniti da tali risposte, ci vediamo costretti a tutelarci legalmente, non risparmiando nessuno, nella speranza che le responsabilità smettano di rimbalzare da un ufficio ad un altro, nella speranza che a pagare non siano burattini di un sistema marcio, ma il sistema in se, e chi lo rappresenta”.
La missione del The Alibi, sin dalla sua apertura nel dicembre del 2017 è sempre stata quella di apportare valore alla città di Foggia attraverso l’industria della musica, ottenendo un successo non indifferente e lavorando serenamente fino al maggio 2019.
Oltre 250 i concerti prodotti in soli due anni, molti dei quali fruibili gratuitamente dall’utenza, inserendo Foggia al centro dei calendari dei più importanti tour nazionali, dopo aver ospitato artisti come Subsonica, Hooverphonic, Lazza, Nitro, Capo Plaza e tanti altri.
Ha restituito il Teatro Giordano ai giovani organizzando uno dei più bei live degli ultimi anni con l’apprezzatissimo rapper Mecna.
Persone da tutto il sud Italia hanno preso parte agli eventi, alcuni in esclusiva per il territorio, costituendo un indotto economico non indifferente in una città poco avvezza a risaltare per notizie positive. “Abbiamo lavorato per la nostra città, hanno distrutto un sogno. L’attività The Alibi è sospesa fino a data da destinarsi”, concludono.
