Condanna a 24 anni di carcere per Marco Carella, 40enne foggiano ritenuto colpevole dell’omicidio di Luigi Antonio De Rocco, 32enne di Casarano rimasto ucciso il 28 giugno 2018 in via Forcella. Secondo i giudici della Corte d’Assise del tribunale dauno, Carella voleva ammazzare il fratello Bruno, quest’ultimo in auto con De Rocco, morto per mera casualità. Vecchie ruggini tra fratelli alla base di quell’agguato.
Il 28 giugno 2018, intorno alle 20:50, la Centrale Operativa del Comando Provinciale dei Carabinieri ricevette la segnalazione di una persona attinta da almeno un colpo di arma da fuoco, riversa a terra, in via Mario Forcella. Giunto sul posto l’equipaggio della “gazzella” del Radiomobile, constatò che effettivamente era stato esploso almeno un colpo di fucile caricato a pallettoni contro un’autovettura Peugeot 807 e che a terra vi era un ragazzo, deceduto, identificato poi in De Rocco. Subito fu accertato che l’auto era in uso a Bruno Carella, 44enne censurato di Foggia, che al momento dell’aggressione era nel veicolo insieme al figlio Mario Guglielmo Carella, alla vittima e ad un altro giovane, anch’egli proveniente dalla provincia di Lecce.

Le indagini, immediatamente avviate dalla Procura della Repubblica con il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri, si svolsero sia attraverso i metodi “tradizionali” sia attraverso meticolose attività di intercettazione, di analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza e di studio delle tracce lasciate sui ponti ripetitori della telefonia mobile.
Di fondamentale importanza si rivelò l’escussione di testimoni, parenti delle vittime e di tutte le persone ritenute informate dei fatti. Pm e carabinieri ascoltarono le testimonianze e messo a confronto ogni dato emerso anche dalle attività tecniche, riuscendo a raccogliere sufficienti indizi per ritenere Marco Carella, 40enne fratello di Bruno, il reale autore dell’omicidio. Il movente da ricercare in contrasti in ambito familiare.
Bruno Carella assieme al figlio era stato già oggetto di analogo attentato nello stesso punto il 4 ottobre 2017. Il 12 novembre 2017 il figlio di Carella fu poi stato arrestato dai carabinieri perché trovato in possesso di una pistola illegalmente portata con sé. Nella circostanza il giovane si giustificò affermando che la deteneva per “legittima difesa”, ritenendosi, unitamente al padre, esposto ad attentati, rifiutandosi però di circostanziare meglio.
Per tale ragione la Procura di Foggia emise un fermo del pm a carico di Marco Carella, nel frattempo resosi irreperibile. Di qui le attività di ricerca del fuggitivo, che dopo 5 giorni di ininterrotte indagini portarono alla sua cattura a Mondragone (CE), dove aveva trovato rifugio. Poco più di due anni dopo, ecco la sentenza di condanna.