“È impensabile un lockdown totale, non ce lo possiamo permettere”. Il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia, bolla così l’ultima ipotesi dopo l’aumento dei casi degli ultimi giorni. In una intervista ha parlato di “chiusure settoriale, di singoli comparti economici”. E non ha escluso la chiusura di singole zone “se dovessero scoppiare dei focolai allarmanti”.
La situazione sanitaria non spaventa il ministro, al contrario dichiara di essere “confortato”. “Gli ospedali sono preparati”.
Preoccupano casi Covid-19 nel Foggiano
Si contano 323 positivi al Coronavirus in Puglia, di cui 48 ricoverati. Il numero dei decessi ha raggiunto quota 554, mentre i guariti sono circa 4mila. Preoccupano i dati della provincia di Foggia, con una incidenza che è la più alta in Puglia (20,4% rispetto al dato nazionale del 12,1%).
Intanto, si allarga la mappa dei comuni con nuovi contagi. Nell’ultimo bollettino del 16 agosto se ne contano 10: Cerignola, Foggia, San Nicandro Garganico, Ascoli Satriano, Stornara, Orta Nova, Manfredonia, San Giovanni Rotondo, Lucera e Bovino. Cerignola resta l’area più critica con più di 51 casi.
‘Rischio 1.000 casi al giorno, inevitabili lockdown locali’
“Sono discretamente preoccupato. Se andiamo avanti così, con l’aumento giornaliero dei casi positivi, presto supereremo mille. A un certo punto decideranno i numeri: di fronte al superamento di alcuni limiti, saranno necessarie chiusure. Parlo di lockdown localizzati, questo sia chiaro. Limitati a un certo paese o a un determinato quartiere”.
Lo ha dichiarato Agostino Miozzo in una intervista al Messaggero. Miozzo è medico, dirigente della Protezione civile, ma soprattutto coordinatore del Comitato tecnico scientifico, tra i primi ha spiegato che bisognava chiudere subito le discoteche perché la situazione stava aggravandosi. Negli ultimi giorni, l’aumento degli infetti (e purtroppo anche dei pazienti in terapia intensiva, sia pure di poche unità) gli sta dando ragione.
