Il “tengo famiglia” di Landella finisce sul nazionale. Il passaggio da Forza Italia alla Lega del sindaco di Foggia nell’analisi di Left, nota rivista di sinistra. Nel pezzo di Giulio Cavalli si legge che Landella avrebbe “approfittato del passaggio di Matteo Salvini per inscenare una breve conferenza stampa in cui doveva comunicare cose importanti”.
Un cambio di casacca “che ci sta”, riporta la testata. D’altronde la politica è ricca di episodi del genere. “Ci si aspettava – continua il giornalista – che Franco Landella ci dicesse una cosa qualsiasi, magari che Forza Italia è troppo morbida nelle sue posizioni contro l’Europa oppure che è davvero convinto, come Salvini che l’immigrazione sia il problema principale di questo mondo oppure che sul Mes proprio non riesce a essere d’accordo con le posizioni di Berlusconi. Una cosa qualsiasi. E invece il sindaco ha emesso un comunicato stampa piuttosto sibillino: ‘Dopo 26 anni di militanza in Forza Italia sono costretto a lasciare questo partito dopo l’ennesima umiliazione; non posso continuare a subire le angherie di una classe dirigente di Forza Italia che antepone aspetti particolari ai valori della coerenza e della militanza e del consenso. Forza Italia ha favorito l’ingresso dei campioni del trasformismo rispetto alla militanza e al consenso di cui uno con una situazione giudiziaria particolare'”.
“Cosa avrà voluto dire? Semplice – si legge ancora -: la decisione è stata presa dopo la mancata candidatura alle elezioni regionali della cognata, la forzista Michaela Di Donna che ha trovato la porta chiusa in tutte le liste del centrodestra compresa Forza Italia. In sostanza il sindaco se ne va perché non hanno candidato la cognata. E in tutto questo c’è anche un partito che se lo prende, un politico così. E viene da pensare che forse a Landella dalle parti della Lega gli abbiano promesso di curare con attenzione il valore della famiglia. Tutto alla luce del sole”. (In alto Landella con Raimondo Ursitti)
