Un centinaio di invitati ad un matrimonio civile, a Foggia, è in ansia per la presenza di un caso positivo. La denuncia di una degli invitati in redazione, però, è stata parzialmente smentita dall’Asl di Foggia. Secondo il racconto, tutti i partecipanti alla cerimonia sarebbero stati messi in quarantena, con la difficoltà oggettiva di fare i tamponi a Foggia per scoprire l’eventuale positività al Covid-19: “Succede che le Asl degli invitati del centro e nord Italia hanno regolarmente effettuato il primo tampone e ne seguirà anche il secondo a fine quarantena, mentre l’Asl di Foggia ci ha risposto che interverrà solo in presenza di sintomi. Quindi se siamo soggetti asintomatici dopo la quarantena saremo portatori del virus a tutti gli effetti. Ma se i tamponi non vengono fatti a chi realmente entra in contatto con un paziente positivo a chi vengono fatti? Siamo costretti a spese nostre a fare un tampone a pagamento?”.
Poi aggiungono: “Abbiamo chiesto anche al privato, ma non è stato possibile farli. Potremmo essere 50 persone positive e portatori del virus”. Dall’Asl, invece, emerge un quadro diverso. I contatti stretti individuati al momento sono 46, mentre è al lavoro il contact tracing per ricostruire la catena completa. I tamponi, secondo l’azienda, “sono iniziati e li faremo tutti”, perché “farli troppo presto potrebbe dar luogo a falsi negativi”. Intanto sono state mandate le comunicazioni al Comune di Foggia – dove si è svolto il matrimonio civile – e al ristorante per l’attivazione delle procedure di sanificazione degli ambienti.
