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Home » Zoomafia in Puglia, corse truccate e doping: anche i tentacoli dei clan foggiani sugli ippodromi. I dati del Rapporto 2020

Zoomafia in Puglia, corse truccate e doping: anche i tentacoli dei clan foggiani sugli ippodromi. I dati del Rapporto 2020

Di Redazione
12 Novembre 2020
in Cronaca
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Corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, pesca di frodo, traffico di fauna selvatica, doping, bracconaggio organizzato: sono alcuni dei crimini contro gli animali registrati in Puglia che emergono dal Rapporto Zoomafia 2020 redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV. La nuova edizione del Rapporto, alla sua ventunesima edizione, analizza lo sfruttamento criminale degli animali nel 2019 e ha il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto. “In Puglia sono stati registrati tutti i filoni della zoomafia, dai combattimenti alle corse clandestine di cavalli, dal traffico di cuccioli alla pesca di frodo, al bracconaggio organizzato: attività che garantiscono cospicui introiti illeciti alle organizzazioni coinvolte. Non vanno sottovalutate, però, anche le forme di maltrattamento comuni, quelle perpetrate da singoli, che rappresentano la maggioranza dei casi”, dice Ciro Troiano. 

Corse clandestine di cavalli, ippodromi & doping 

Un settore collegato alle scommesse e da sempre interessato dalle infiltrazioni della criminalità organizzata è quello delle corse ippiche, nel cui ambito l’illiceità può riguardare sia le corse clandestine che le gare ufficiali, con la gestione delle puntate presso i punti scommesse o la regolarità delle stesse corse, che possono essere influenzate da accordi occulti tra scuderie o driver e da atteggiamenti prevaricatori verso i fantini, o dalla pratica del doping sugli animali. In tema di associazione per delinquere di stampo mafioso e del controllo delle corse ippiche va citata l’inchiesta sulla “Società Foggiana” che ha fatto emergere come tra le fonti di guadagno illecito del sodalizio vi era l’alterazione dei risultati delle corse dei cavalli facendo vincere il fantino di volta in volta individuato.  

Il 6 novembre 2019 si è chiuso con 17 condanne il primo grado del processo nato dall’operazione ribattezzata “Febbre da Cavallo” con cui venne smantellata una presunta organizzazione che avrebbe gestito corse clandestine di cavalli dopati per elevare le prestazioni di gare tra il 2011 e il 2012. I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce hanno inflitto pene che vanno da 4 mesi a 5 anni a carico di 17 imputati. 

Nel 2019, secondo i dati del laboratorio ufficiale per le analisi antidoping, alcuni cavalli che correvano in gare ufficiali in Puglia sono risultati positivi a sostanza vietata. Gare svolte negli ippodromi di Castelluccio dei Sauri e Taranto. Caffeina e Cobalto, le sostanze trovate nei cavalli.  

La “Cupola del bestiame”: la criminalità degli allevamenti 

Furti di animali dagli allevamenti, macellazione clandestina, maltrattamento, sono alcune delle illegalità accertate. Le varie relazioni semestrali della DIA citano spesso casi relativi alle infiltrazioni da parte di esponenti della criminalità organizzata nella filiera della zootecnia. In particolare, si fa riferimento al gruppo dei Coluccia, attivo, secondo la DIA, a Noha di Galatina (LE), “originariamente dedito all’abigeato, ai furti ed alle rapine, analogamente ad altri gruppi criminali salentini, ha esteso la sua operatività criminale nei comuni limitrofi, soprattutto per il traffico e lo spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti” (Relazione DIA). 

Di particolare rilievo, anche, il provvedimento di sequestro, per oltre 31 milioni di euro, operato dalla DIA nei confronti di un imprenditore di Bitonto, ritenuto vicino al clan Parisi, operante nel settore della somministrazione di manodopera ad aziende della lavorazione delle carni.   

Il contrabbando di fauna e il bracconaggio 

Alcune zone della regione, come le coste e le zone umide pugliesi, sono considerate “black spot” per il bracconaggio e la cattura illegale di fauna selvatica. La Puglia è anche meta di bracconieri provenienti da altre regioni, in particolare uccellatori campani che catturano i cardellini per venderli nei mercati abusivi. Caccia in riserve naturali e in periodo di chiusura, abbattimento di specie protette, fucili illegali, richiami elettromagnetici, armi modificate: il bracconaggio in Puglia manifesta una pericolosità evidente e, in alcuni contesti, si veste dei caratteri della criminalità organizzata.  Secondo alcune indagini, infatti, ci sarebbero interessi dei clan per l’attività venatoria illegale in alcune zone.  

Combattimenti tra animali, canili abusivi e traffico di cani 

Per quanto riguarda i combattimenti tra animali, nel 2019 sono state registrate poche indagini: solo due procedimenti a carico di ignoti per il reato previsto dall’art. 544quinquies cp, combattimenti e competizioni non autorizzate tra animali, aperti presso la Procura di Foggia. Preoccupante è la situazione dei canili. Negli ultimi anni sono state sequestrate alcune strutture, in diverse operazioni e per diversi motivi. Il traffico di cani provenienti dai paesi dell’Est si presenta sempre di più come attività organizzata e strutturata. La Puglia rappresenta una regione di smistamento degli animali importati.   

 “Malandrinaggio” di mare: un malaffare a danno del mare e dei suoi abitanti 

La pesca di frodo, la raccolta di ricci e datteri di mare, la pesca di oloturie e del novellame sono attività saldamente presenti nella regione con il coinvolgimento di gruppi organizzati e, in alcuni casi, malavitosi. L’operazione “Piovra 2- Respect” ha smantellato un’associazione per delinquere finalizzata all’estorsione ai danni di titolari di impianti di mitilicoltura situati nel Mar Piccolo e titolari di pescherie tarantine, e accusata di furto aggravato di pesce. Precedentemente l’operazione “Piovra” aveva portato a simili esiti giudiziari. Le varie relazioni della Direzione Investigativa Antimafia dedicano molto spazio agli interessi della criminalità pugliese in attività criminali che coinvolgono la pesca e la vendita del pescato. 

I dati delle Procure 

L’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV ha chiesto alle Procure Ordinarie e a quelle presso i Tribunali per i Minorenni, dati relativi al numero dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2019, sia noti che a carico di ignoti, e al numero di indagati per reati a danno di animali. Per la Puglia le risposte sono arrivate da 4 Procure Ordinarie su 6 (non hanno risposto le Procure di Brindisi e Lecce) e da tutte e tre le Procure Minorili. In particolare, per quanto riguarda le Procure Ordinarie: 

Bari: 28 procedimenti con 6 indagati per uccisione di animali; 28 procedimenti e 16 indagati per maltrattamento di animali; 1 procedimento con 1 indagato per uccisione di animali altrui; 11 procedimenti con 11 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 8 procedimenti e 11 indagati per reati venatori o relativi alla fauna selvatica. In totale nel 2019 sono stati registrati 76 procedimenti con 45 indagati. Rispetto al 2018, i fascicoli sono aumentati di circa l’1%, passando da 75 a 76; mentre si registra un calo degli indagati pari a circa -48%, passati da 86 a 45. Negli ultimi cinque anni (dal 2015 al 2019 compreso) sono stati aperti 367 procedimenti con un totale di 278 indagati.  

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Uso consentito citando la fonte: “Ciro Troiano, Rapporto Zoomafia 2020, LAV”.  

Foggia: 30 procedimenti con 6 indagati per uccisione di animali; 36 procedimenti con 19 indagati per maltrattamento di animali; 1 procedimento con 1 indagato per spettacoli e manifestazioni vietate; 2 procedimenti a carico di ignoti per organizzazione di combattimenti tra animali o competizioni clandestine; 11 procedimenti con 11 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 40 procedimenti con 34 indagati per reati venatori o relativi alla fauna selvatica. In totale nel 2019 sono stati registrati 120 procedimenti con 71 indagati. Rispetto al 2018, i fascicoli sono diminuiti del -40%, passando da 200 a 120; mentre gli indagati, passati da 104 a 71, sono diminuiti di circa il -32%. 

Taranto: 20 procedimenti e 7 indagati per uccisione di animali; 32 procedimenti con 21 indagati per maltrattamento di animali; 4 procedimenti con 1 indagato uccisione di animale altrui; 10 procedimenti e 7 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 19 procedimenti e 4 indagati per reati venatori o relativi alla fauna selvatica. In totale nel 2019 sono stati registrati 85 procedimenti con 40 indagati. Rispetto al 2018, anno in cui i procedimenti furono 74 con 46 indagati, si registra un aumento di circa il +15% dei procedimenti ma una diminuzione del –13% del numero degli indagati. 

Trani: 1 procedimento con 1 indagato per uccisione di animali altrui; 14 procedimenti e 11 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 2 procedimenti e 3 indagati per reati venatori o relativi alla fauna selvatica. In totale nel 2019 sono stati registrati 17 procedimenti con 15 indagati. Rispetto al 2018, anno in cui i procedimenti furono 30 con 12 indagati, si registra una diminuzione di circa il –43% del numero dei procedimenti, e un aumento del +25% del numero degli indagati. 

PROCURE ORDINARIE ANNO 2019 PUGLIA

Procura 

Uccisione di animali 

Maltrattamento di animali 

Spettacoli con animali vietati 

Combattimenti o competizioni non autorizzate 

Uccisione di animali altrui 

Abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili 

Reati venatori  

Traffico di cuccioli 

Bari 

5/6/23 

14/16/14 

0/0/0 

0/0/0 

1/1/0 

10/11/1 

7/11/1 

0/0/0 

Foggia 

4/6/26 

15/19/21 

1/1/0 

0/0/2 

0/0/0 

9/11/2 

26/34/14 

0/0/0 

Taranto 

7/7/13 

14/21/18 

0/0/0 

0/0/0 

1/1/3 

6/7/4 

4/4/15 

0/0/0 

Trani 

0/0/0 

0/0/0 

0/0/0 

0/0/0 

1/1/0 

10/11/4 

2/3/0 

0/0/0 

 

Mancano i dati delle Procure di Brindisi e Lecce. Il primo numero si riferisce al numero dei procedimenti penali noti (Mod. 21), il secondo al numero degli indagati, il terzo al numero dei procedimenti ignoti (Mod. 44), es. 4/6/1= 4 procedimenti a carico noti, 6 indagati, 1 procedimento a carico di ignoti.  Uso consentito citando la fonte: “Ciro Troiano, Rapporto Zoomafia 2020, LAV”. 

Proiettando la media dei dati pervenuti su scala regionale, si può stabilire che, nel 2019, nella regione sono stati registrati circa 450 fascicoli (circa il 4,74% di quelli nazionali), con un tasso di 11 procedimenti ogni 100.000 abitanti; e circa 255 indagati (circa il 4,36% di quelli nazionali), con un tasso di 6 indagati ogni 100.000 abitanti. Per quanto riguarda le Procure presso i Tribunali per i Minorenni le risposte sono arrivate da Bari, Lecce e Taranto; nel 2019, però, non sono stati registrati procedimenti per i reati in esame.  

“In merito all’emergenza Covid-19 la DIA ha analizzato i possibili scenari criminali che si possono verificare nella regione. Per la criminalità organizzata pugliese è prevedibile che le consorterie attenueranno le tradizionali attività di controllo del territorio d’origine, puntando a consolidare le proprie posizioni in settori nevralgici dell’economia regionale, come il comparto agro-alimentare e quello della mitilicoltura che risultano, secondo la DIA, fortemente vulnerabili, sia a fini di riciclaggio, sia con riferimento alle frodi e alla sofisticazione alimentare, non ultimo al conseguimento di erogazioni pubbliche. I traffici legati allo sfruttamento degli animali – continua Troiano, – rappresentano a livello nazionale un’importante fonte di guadagno per i vari gruppi criminali che manifestano una spiccata capacità di trarre vantaggio da qualsiasi trasformazione del territorio e di guadagnare il massimo rischiando poco. L’emergenza Covid-19 ha aperto nuovi canali di profitto per la criminalità organizzata e non è difficile intuire che dinamiche simili si potranno verificare anche per i crimini organizzati a danno di animali. L’emergenza genera illegalità, si sa, e si possono individuare profili di preoccupazione anche per tutte quelle attività economiche che sfruttano gli animali”.  

Tags: Pugliazoomafia
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