Il modello a semaforo voluto dal premier Giuseppe Conte per scongiurare il lockdown generale starebbe funzionando. Se l’Rt dovesse continuare a scendere, probabilmente a Natale ci sarà la possibilità di allentare un po’ la morsa delle restrizioni. La timeline è fissata al 3 dicembre prossimo, giorno in cui scade l’attuale Dpcm: se la curva sarà sotto controllo, ci sarà l’opportunità di concedere qualche libertà in più.
Secondo quanto anticipato da Repubblica, ieri ci sarebbe stata una discussione a margine del consiglio dei ministri, dove si è convenuto che la divisione del Paese in tre colori dovrebbe restare intatta, anche per evitare di mandare messaggi fuorvianti. Nella convinzione, però, che a ridosso di Natale la maggior parte delle Regioni si sarà tinta di giallo. E non ci sarà più bisogno di confermare la limitazione alla circolazione che, pure dal punto costituzionale, è la più problematica. Naturalmente resterà la “forte raccomandazione” di non ricevere ospiti in casa e magari ne verranno introdotte di nuove. Ma potersi muovere in città dopo le 22 significherà salvare il cenone della vigilia almeno coi familiari più stretti.
Il governo sta facendo di tutto per far passare il messaggio che saranno festività sobrie, ma non prive di atmosfera. E in questa strategia mediatica rientra anche la corrispondenza di Conte con il bambino di Cesano Maderno, con annessa promessa del premier: “Babbo Natale non avrà bisogno di autocertificazioni per portare i regali”. In realtà, su Palazzo Chigi aleggia comunque lo spettro di un Natale differenziato, con regole diverse da una Regione all’altra.
Che non potranno essere feste “normali” lo lascia intendere anche Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, che prevede la conferma delle misure sullo spostamento tra regioni in base ai colori: “Non ci si potrà spostare tra regioni con diversi livelli di gravità”. Significa, in altre parole, che tanti lavoratori non potranno tornare nelle città e nei paesi d’origine per celebrare la ricorrenza con i familiari.
