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Home » Tifosi contro sindaco e stampa dopo l’attentato a Gentile. E Landella replica: “Pensate al benessere del Foggia piuttosto che a minacciare”

Tifosi contro sindaco e stampa dopo l’attentato a Gentile. E Landella replica: “Pensate al benessere del Foggia piuttosto che a minacciare”

Di antonio iammarino
3 Dicembre 2020
in Cronaca
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L’atto intimidatorio ai danni di Federico Gentile, calciatore del Foggia, ha scosso tutto l’ambiente calcistico. Molti hanno attribuito alla tifoseria organizzata la responsabilità dell’incendio della porta dell’appartamento del numero 8 rossonero. Le due curve non si sono esposte prontamente, ma ieri sera e stamattina entrambe hanno diramato un comunicato collegato alla tragedia sfiorata della scorsa notte.
“La Curva Sud prende le distanze dai fatti accaduti questa notte” sottolinea la curva intitolata a Piero La Salandra. Quella dedicata a Franco Mancini ha ugualmente condannato l’incendio alla porta di Gentile, smentendo tutte le accuse: “Forme e modalità con le quali ci esprimiamo sono note a tutti, è inutile parlare del nulla”. La Curva Nord ha voluto anche rispondere alle “accuse implicite” del sindaco Franco Landella, reo di aver identificato l’atto come una protesta alla società, che da mesi è portata avanti dagli ultras.

“Caro sindaco a cosa vorrebbe alludere? Ci sta forse puntando il dito contro? Vuol forse insinuare che il nostro dichiarato disappunto verso questa società sia sfociato in altro? Non crede di aver tirato conclusioni affrettate, la potremmo addirittura querelare per le frasi ingiuriose ma non rispecchierebbe il nostro modo di fare” tuona la Curva Nord. Il primo cittadino si era definito anche stanco da questi, sempre più comuni, fenomeni incresciosi che, a sua detta, sono tra le cause principali delle classifiche che ritraggono Foggia agli ultimi posti nazionali per la vivibilità. Anche sotto questo aspetto, gli ultras della Franco Mancini hanno attaccato il sindaco: “Se siamo, a detta di alcuni studi, ultimi tra le città italiane si rimbocchi le maniche e si dia da fare che dalle nostre parti diciamo che ‘U pesc puzz da cap’.” Landella, inoltre, ieri ha affermato: “Da oggi in poi faccio non uno ma dieci passi indietro perchè prima del Foggia Calcio viene l’immagine della città che non può essere macchiata da balordi che vogliono imporre con la violenza i propri desideri”. Gli ultras non hanno gradito nemmeno queste esternazioni e hanno ribadito la lontananza dall’attuale società: “E chi sarebbero questi balordi? E si ritorna al punto primo caro signor sindaco, che i nostri desideri possano essere quelli di vedere il Foggia Calcio lontano da pastori sardi e calciatori di loro fiducia è risaputo da mesi ma questo non le da alcun diritto di fare certe dichiarazioni ne tanto meno a pensare minimamente a noi come responsabili di certi avvenimenti, non glielo permettiamo assolutamente! In tutta onestà questi “balordi”, come piace dire a lei, a differenza sua hanno sempre teso una mano ai più deboli e sempre lo faranno. Fieri del nostro essere, fieri di noi ULTRAS”. Infine, la Curva non ha risparmiato nemmeno un duro attacco alla stampa: “A tutti gli edicolanti, i “giornalai” e le finte vittime, si fa presto a parlare di ultras criminali, di atti intimidatori e di procure federali. Le vostre trasmissioni e i vostri canali di comunicazione sono costruiti sulla base di promesse di affidamento di uffici stampa e di posizioni di privilegio, vergognatevi, noi come tifoseria abbiamo solo da insegnare stile e mentalità, parlate piuttosto di questo, parlate dei fatti reali che delle favole inventate, parlate del perché siamo ultimi in classifica come deferimenti disciplinari ai danni di dirigenti e calciatori, squalifiche su squalifiche, molte anche vergognose, nei confronti di coloro i quali oggi mettono l’abito da pecora per poi toglierlo a dispetto di quello del lupo quando sono negli spogliatoi e fanno la voce grossa e non solo con i più deboli e con i ragazzini. Chiamatela per questo la procura federale, che personaggi come voi non meritano nemmeno di essere accostati ai nostri colori. Abbiate il coraggio di farvi un’esame di coscienza e di ammettere a voi stessi che siete delle merde! E prima di parlare di noi, voi tutti istituzioni e mezzi stampa contate fino a 1000 e poi fate silenzio perché di esempio ne abbiamo da vendere, come uomini prima di tutto. Siamo ultras, siamo romantici, siamo nostalgici, siamo follemente innamorati, siamo per i valori… non siamo affatto criminali!”

Pochissimi minuti fa è arrivata anche la risposta di Franco Landella alla Curva Nord. Questa la nota del sindaco: “Con un certo stupore e disappunto apprendo adesso della replica della Curva Nord del Foggia Calcio alle mie dichiarazioni di ieri, con cui ho offerto tutta la mia solidarietà di uomo e primo cittadino della città a Federico Gentile.
Ho quindi definito gli autori del gesto intimidatorio “criminali e balordi”: perché non credo ci siano altri modi per definire degli imbecilli che nel cuore della notte provano a bruciare un’abitazione con persone inermi a letto. Perché non sono definibili “persone” dei banditi che confondono lo sport con qualcos’altro; che inquinano il mondo del calcio con comportamenti di tipo criminale e mafioso.
Oggi leggo questa replica, che trovo intimidatoria e volgare: non mi pare di aver mai nominato la Curva Nord del Foggia Calcio; così come non mi pare neanche di averli – neanche lontanamente – associati ai responsabili di un tale gesto. Anzi, come ho sempre fatto, se avessi voluto esporre delle critiche al loro operato, lo avrei fatto apertamente, senza nascondermi.
D’altra parte, non capisco assolutamente cosa c’entrino i tifosi ultras non solo con la mia dichiarazione fatta ieri, ma soprattutto, non comprendo il livore di questa replica rispetto all’orrendo atto di violenza contro l’abitazione del giocatore Gentile.
Piuttosto, credo che la Curva Nord abbia preso una bella cantonata di fronte all’opinione pubblica: mi meraviglia il fatto che gli Ultras non solo non abbiano mostrato alcuna attestazione pubblica di solidarietà all’inerme Federico Gentile per l’attentato subito, nel giorno in cui ciò è accaduto, ma anzi si svegliano il giorno dopo per attaccare me, che ho semplicemente condannato questa terribile pagina di violenza, che è stato, di fatto, un atto violento contro l’intera comunità foggiana.
A me, che, da tifoso, amo e che, da primo cittadino, ho sempre tutelato il Foggia Calcio. In conclusione, suggerirei ai saccenti tifosi Ultras di riprendere a occuparsi del benessere dei loro beniamini, piuttosto che lanciare invettive e minacciare querele senza alcuna maturità.
Ricordiamoci che in questo momento dobbiamo stringerci tutti attorno a Federico, che ringrazio per le belle parole e di fronte al quale, rinnovo le mie scuse per quanto accaduto, a nome dell’intera città”.

Tags: LandellaTifosi foggia
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