Continuano le polemiche politiche per l’utilizzo della Sala Fedora nel Teatro Umberto Giordano di Foggia da parte dell’artista Emanuele Pacca, vicino al sindaco Franco Landella. Pacca dopo l’accaduto e la lettera inviata all’ex consigliere Giuseppe Mainiero, che ha svelato la sua festa di laurea, secondo fonti interne a Palazzo di Città, avrebbe pagato quanto dovuto di fitto, ossia 300 euro. Ma c’è chi continua ad attaccarlo: dopo le forti stigmatizzazioni del Pd e del capogruppo del M5S Giuseppe Fatigato, arriva anche la nota social dell’ex candidato sindaco del centrosinistra extralarge Pippo Cavaliere, che assimila la festa di Pacca agli alloggi assegnati alla criminalità, secondo le informazioni degli inquirenti.
Ecco quanto scrive, affidando la sua indignazione a facebook.
“Probabilmente la concessione dell’utilizzo della Sala Fedora rilasciata in modo a dir poco anomalo e soprattutto senza il pagamento di un corrispettivo, potrebbe configurare un fatto penalmente rilevante. Ma non è questo l’aspetto saliente di una vicenda che pure ha destato l’indignazione dell’intera città, ci sono infatti riflessi di rilevanza maggiore: la leggerezza con cui si commettono certi atti porta a dedurre che forse non si è più in grado di percepire la linea di confine tra il consentito e ciò che non lo è, l’opportuno e l’inopportuno, il legittimo e l’illegittimo, il lecito e l’illecito. E così nella nostra amata Città può accadere di tutto, dalle proposte di transazione improponibili alle violazione dello spirito del regolamento comunale, dall’utilizzo improprio del bene pubblico alla totale indifferenza se alcuni alloggi popolari risultano nella disponibilità della criminalità”.
