Stanno per concludersi le festività da zona rossa, ma molti cittadini hanno vissuto con difficoltà alcune ordinanze del sindaco Franco Landella a Foggia. La chiusura della Villa comunale per molti è stata un atto pleonastico, soprattutto perché il parco urbano neoclassico è vigilato al suo interno. A lanciare la provocazione è una cittadina molisana ma residente a Foggia, Lucia Urbano, che già durante il lockdown da ambientalista aveva fotografato le bellezze nascoste di Foggia e il suo degrado causato dai cittadini incivili, che buttavano monnezza ad ogni angolo.
“Se nella Villa sono stipendiati dei vigilanti a turno, quindi custodita, perché chiuderla? Magari il sindaco avrebbe potuto aprirla solo qualche ora la mattina per permettere agli anziani, ai bambini, ai cagnolini, ai runners e ai ginnasti di respirare un po’ di verde, dato che la zona del centro ha un traffico che supera l’emissione di smog accettabile per un centro abitato di queste dimensioni e l’unico modo per avere un po’ di aria, specie per chi in queste zone ci abita. C’è solo la villa, un piccolo polmone verde” spiega Urbano a l’Immediato.
L’attivista sottolinea anche quanto sia congestionata Piazza Giordano che a suo avviso necessiterebbe di diventare una Ztl se davvero il sindaco vuole incidere sulla mobilità, al di là dei 24 km di piste ciclabili. “La mia ultima riflessione su questa ordinanza sindacale riguarda anche una incongruenza: se nei mercati, sul corso, nei supermercati la gente non rispetta le distanze perché viene chiusa solo la Villa, unico spazio largo, verde e custodito da vigilanza? La mattina alle 7 ci sono le solite anziane coi cagnolini e qualche corridore, che male fanno?”.
