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Home » “Inasprimento delle soglie e prossimo weekend in rosso o arancione”. Il Governo verso il nuovo decreto

“Inasprimento delle soglie e prossimo weekend in rosso o arancione”. Il Governo verso il nuovo decreto

Di Redazione
4 Gennaio 2021
in Amministrativa, Coronavirus
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(L-R) Italy's Prime Minister, Giuseppe Conte, Minister for Regional Affairs, Francesco Boccia, and Health Minister, Roberto Speranza, to talk about Covid19 emergency at Italy's Parliament. Rome, 29 July 2020. ANSA/CLAUDIO PERI

(L-R) Italy's Prime Minister, Giuseppe Conte, Minister for Regional Affairs, Francesco Boccia, and Health Minister, Roberto Speranza, to talk about Covid19 emergency at Italy's Parliament. Rome, 29 July 2020. ANSA/CLAUDIO PERI

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Convocato per questa sera alle 21 il consiglio dei ministri per l’adozione delle nuove misure anti-Covid che entreranno in vigore dopo il 6 gennaio. Il cdm dovrebbe approvare un decreto con le nuove limitazioni allo spostamento delle persone. Il provvedimento sarà accompagnato poi da un’ordinanza del ministero della Salute. Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, a La vita in diretta su Rai 1, ha confermato “un inasprimento delle soglie”.

“Gli interventi fatti a Natale”, ha spiegato, “hanno evitato che ci fosse in Italia il liberi tutti”. La revisione della soglia del Rt (con 1 in zona arancione e con 1,25 in zona rossa, ndr) “è stata condivisa da tutte le Regioni – ha dichiarato il ministro – perché tutti condividiamo la necessità di far scattare immediatamente le misure più restrittive quando si va oltre l’1”.

“La certezza è che le zone non cambiano – ha poi ancora sottolineato Boccia – restano l’arancione, il giallo e il rosso. Fino al 15 gennaio ci sono queste misure. Tutte le valutazioni, compresa questa sulle aree bianche, sono sul tavolo, la prospettiva deve essere quella ma non certamente stasera. Tutti vorremmo tornare bianchi, ne discuteremo al momento opportuno”.

Boccia: “Il 7 gennaio ripartenza scuole”

“Ci sarà la ripartenza” delle scuole “il 7 gennaio: questa sera ci sarà il provvedimento proposto dal ministro Speranza” ha poi ribadito Boccia. “Chi sposta in avanti l’apertura delle scuole allora deve spostare anche la riapertura delle altre attività” ha poi replicato alle Regioni che avevano annunciato la volontà di posticipare l’apertura della scuola. “Se si sposta l’apertura delle scuole a fine gennaio – ha aggiunto – e si mantiene l’apertura dello sci il 18 gennaio c’è qualcosa che non va”.

Governo al lavoro sull’emergenza Covid

Tutta Italia il prossimo weekend (quello del 9 e 10 gennaio) potrebbe essere arancione: sembra essere questa infatti l’ipotesi più probabile per cercare di rallentare la circolazione del coronavirus, ancora troppo elevata. Si discute però se adottare la linea dura dell’esecutivo, che vorrebbe tutto il Paese in zona rossa, sostenuta in primis dal ministro della Salute Roberto Speranza. Si lavora per chiudere a breve l’ordinanza ponte del ministro Speranza, in vigore fino al 15 gennaio, data di scadenza dell’ultimo Dpcm. Oggi l’esecutivo intende fare un’ordinanza a validità immediata con misure comuni a tutta Italia e che sarà in vigore fino a metà gennaio, quando le varie disposizioni entreranno in un nuovo Dpcm da far scattare quando scadrà quello precedente, del 3 dicembre.

Intanto, oggi l’Italia torna in zona arancione solo per un giorno, mentre per l’8 gennaio sono attesi i dati della Cabina di regia per il monitoraggio e “un certo numero di Regioni dovrebbero cambiare fascia”. E sembra confermata la ripresa delle scuole elementari e medie dal 7 gennaio. Per decidere se tornare alle superiori si attendono i dati del monitoraggio.

Weekend in rosso o arancione

Ieri c’è stato l’incontro tra il premier Conte e i capi delegazione della maggioranza. Il ministro alla Salute e quello ai Beni Culturali Dario Franceschini, con tutto il Pd, hanno chiesto una zona rossa per il prossimo weekend. Che potrebbe diventare arancione, però, e quindi meno rigida ma da estendere anche nei fine settimana successivi.

Dopo il 7 gennaio divieto di spostamento tra Regioni

Dal 7 in poi, quando scadrà il Dl Natale con le misure restrittive per le feste, si manterrebbe inoltre fino al 15 il divieto di spostamenti tra Regioni, salvo che per ragioni di necessità.

Visite ad amici e parenti

Dopo l’Epifania, potrebbe restare in vigore la possibilità di far visita, una volta al giorno, a parenti e amici per un massimo di due persone alla volta portando con sè gli under 14 anni. Si tratta della stessa deroga consentita durante le vacanze natalizie.

Il Cts verso revisione criteri fasce a rischio

Il comitato tecnico scientifico intanto va verso una revisione dei criteri decisivi per determinare le fasce di rischio. L’idea è di rivedere soprattutto l’incidenza dell’Rt. Oggi la zona arancione parte da 1,25, quella rossa da 1,5: dovrebbero diventare rispettivamente 1 e 1,25. Venerdì saranno decise le nuove fasce di rischio – con il coinvolgimento di Cts, cabina di regia, Regioni. Così, se passeranno le modifiche al sistema di monitoraggio, da lunedì 11, alcune regioni cambieranno colore: Emilia Romagna, Friuli, Marche, Puglia, Sicilia e Lombardia rischiano l’arancione e Basilicata, Calabria, Liguria e Veneto potrebbero entrare in zona rossa.

Riapertura delle scuole

Altro nodo da sciogliere riguarda l’apertura delle scuole il 7 gennaio. Si discute sul ritorno in presenza per i liceali al 50 per cento. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha firmato un’ordinanza che prosegue la chiusura delle scuole superiori fino al 31 gennaio. “Non ci sembra prudente – ha aggiunto Zaia – in una situazione epidemiologica in Italia riaprire le scuole. Questo è ciò che dobbiamo fare per il bene della comunità oggi”. Sulla stessa linea anche il Friuli Venezia Giulia. “Il problema non è riaprirle, ma tenerle aperte”, dicono dal Cts.

“Rischiare di riaprire e doverle poi richiudere tra una decina di giorni o tra due settimane. È una cosa che il Paese non si può permettere perché sarebbe la testimonianza provata del fatto che i numeri stanno riaumentando”, ha detto il segretario del Comitato tecnico scientifico, Fabio Ciciliano. Intanto, il Tar del Lazio ha chiesto al governo una “relazione” per chiarire le evidenze scientifiche che hanno spinto a imporre l’uso della mascherina in orario scolastico per bimbi fra i 6 e gli 11 anni. (fonte Repubblica)

Tags: CoviditaliaZona Rossa
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