“Il motore del contagio in Puglia è sempre rimasto acceso. Per questo ora la realtà è peggiore delle previsioni e l’unica soluzione è la zona rossa”. Lo ha detto a Repubblica Roberto Battiston, ex presidente dell’Agenzia spaziale italiana, oggi professore di Fisica all’università di Trento, è diventato noto per le sue proiezioni sulla diffusione del contagio. Proiezioni, basate su totale di infetti attivi e indice di contagiosità, che si sono sempre avverate. In un’intervista a Repubblica il 24 dicembre scorso lanciava un pericolo di terza ondata in alcune regioni, soprattutto in Puglia, prevedendo che al 7 gennaio gli infetti attualmente attivi sarebbero stati 48mila.
“Io penso che questi continui cambi di colore non facciano bene – ha detto in una intervista al quotidiano -. Occorre più tempo, almeno un mese, per avere dei risultati. La Puglia è in una situazione un po’ cronica. Dal 23 ottobre praticamente il suo Rt non è mai sceso sotto 1. Si è creata una grande quantità di infetti, un bacino che deve essere a tutti i costi ridotto in modo drastico. È dimostrato che la zona rossa sia più efficace nel ridurre i contagi, dunque alla domanda se preferisco un mese in zona arancione o uno in zona rossa, la mia risposta è la zona rossa. Perché altrimenti si rischia solo di perdere tempo prezioso e, di conseguenza, di dover ripartire con la riapertura di tutta la società sempre più tardi”.
