Tira un vento femminile per la presidenza del Consiglio. In molti nel centrodestra, nonostante il niet in casa salviniana di Raimondo Ursitti, fanno pressing sulla consigliera eletta con la Lega Concetta Soragnese. 35enne, esperta di fondi europei, Soragnese, componente della Commissione Ambiente e Territorio insieme a Quarato, Cavaliere, Longo, Fiore, D’Emilio e Clemente, ha una lunga esperienza a Bruxelles, dove ha lavorato nella segreteria politica e tecnica dell’europarlamentare Barbara Matera.
La sua eventuale elezione porterebbe un sicuro rinnovamento dopo i fatti che hanno coinvolto l’ex presidente Leo Iaccarino e darebbe lustro al ruolo con la sua figura professionale e preparata dopo il danno di immagine delle pistolettate virali di Capodanno. Qualora eletta sarebbe la prima donna a ricoprire quell’incarico. Un elemento da non sottovalutare a Foggia, città ancora molto machista, per rafforzare l’empowerment femminile e per infrangere il soffitto di cristallo che ancora blocca le donne nella politica cittadina.
Non mancano però i colleghi uomini la cui candidatura rimane sul tavolo della coalizione. Questa sera la maggioranza si è riunita alle 18. Tutto il centrodestra più gli indipendenti. Non invitati i neo componenti del gruppo I Popolari Pugliesi. C’è un dato che complica molto la scelta del profilo adatto per la presidenza. Il dirigente della Presidenza del Consiglio, uomo probo e integerrimo oltre che efficientissimo, si è pensionato poche settimane fa.
“Qualcuno mi ha chiesto di fare il presidente del Consiglio – dice Alfonso Fiore, quinto degli eletti a l’Immediato – ma è un ruolo impegnativo, non è facile, è rischioso, è pericoloso, gli accapo li devi portare nei giusti termini e con il pensionamento di Cervati che era il numero uno non è facile seguire alcune questioni. Fortunatamente c’è Liliana Masi, che è anche brava, ma non so se potrà, a livello amministrativo, prendere il posto di Cervati. Io credo che dopo Iaccarino servirebbe un avvocato”.
Le alternative maschili a Soragnese sono molte. A cominciare dal primo degli eletti Max Di Fonso. Con lui emergono anche i profili esperti di Lucio Ventura e Ciccio D’Emilio o quelli più giovani di Raffaele Di Mauro, Salvatore De Martino e Dario Iacovangelo, terzo degli eletti. Bruno Longo ha detto no, perché attende il rientro in Giunta di Claudio Amorese. Qualcun altro per restare in tema femminile avanza anche il nome di Liliana Iadarola, sesta degli eletti, sempre più stretta nella casacca meloniana.
Rimpasto
Di certo la questione della presidenza ha ravvivato l’azione del sindaco. Secondo molti, infatti, l’amministrazione è ferma, statica e non solo per il Covid. Pochi atti, pochi consigli, pochissime Giunte, poche idee contro la pandemia per quei settori che hanno pagato il lockdown e le zone arancioni e rosse. L’amministrazione Landella appare impantanata, impaludata. “L’ingresso nella Lega ha congelato ancora di più la sua azione. Il sindaco rincorre i temi dei migranti, sembra che arriva ora nella Lega e parla ancora dei migranti, non ne parla più neppure Salvini. Ormai i migranti non tirano più”, è l’ironia sorniona di un suo fedelissimo. Chiedono impegno su emergenza abitativa, strade ed illuminazione i Popolari Pugliesi, ignorati ai tavoli della maggioranza.
Di Fonso sui social è sbottato. “Tranquilli – ha scritto – le poltrone le lasciamo a loro ed ai grandi partiti che hanno anche un solo rappresentate in consiglio comunale, (vedi Forza Italia) e non hanno capito che ai foggiani non interessa questo, ma quello che può essere fatto in maniera pragmatica per la città. Nessuna visione politica per la città, nessun indirizzo e nessuna linea programmatica per la città, solo incarichi e maledetti incarichi che vengono prima della città e prima degli interessi dei foggiani. Siamo ad un bivio questa volta! O ci misuriamo sui temi per la città o si va tutti a casa, continuare a tenere un centro destra presuntuoso politicamente, che dà voce solo per ottenere visibilità dei propri segretari (vedi il segretario di Fratelli d’Italia presidente dell’Ataf non candidato alle comunali dal partito poiché privo di consensi) e dai propri dirigenti politici, sempre più distinti e distanti dai problemi della gente (vedi l’emergenza abitativa dove famiglie foggiane ed in particolare quelle di via San Severo stanno nelle tende ed in mezzo alla strada da questa estate) non serve a niente”.
Resta sullo sfondo la minaccia tra coloro che sono sicuri di essere rieletti perché grandi campioni di preferenze di unirsi al centrosinistra per firmare le dimissioni dal notaio. Anche sulla presidenza qualcuno agita la possibilità di votare per l’avvocato Giulio Scapato o addirittura per il capogruppo dem Lino Dell’Aquila, che a detta di tutti è uno che ha ingoiato il regolamento comunale.
