Una umida baracca. Considerata pure abusiva. È un lungo calvario quello della famiglia Di Gaetano che da 18 anni continua a vivere nel quartiere di casupule in Via De Petra nei pressi del Coni a Foggia nonostante fosse stata assegnata loro una casa popolare nel 2002 in Via Lussemburgo.
Al giorno della consegna però, la famiglia – che all’epoca dei fatti era in 7 – si ritrovò la casa occupata da un gruppo di abusivi. E a tutt’oggi non è stata ancora liberata, con un rimpallo di responsabilità tra Arca Capitanata e Comune di Foggia.
Nel 2004 alla famiglia fu offerta un’altra soluzione con la firma di rinuncia dell’alloggio di Via Lussemburgo, ma i Di Gaetano si rifiutarono di firmare per non perdere i diritti acquisiti.
Per loro assistere alle tante assegnazioni degli ultimi mesi ad opera del presidente dell’Arca Denny Pascarella è un doppio dolore.
“Quando arriverà il nostro turno?”, si chiede la signora Di Gaetano a l’Immediato all’indomani della consegna degli 8 alloggi di Via Confalonieri dove hanno trovato posto 3 nuclei provenienti dai container di Via San Severo e il disabile Nicola, tutti e quattro, considerati al top dell’emergenza abitativa.
“Ho un verbale sul quale mi hanno riconosciuta per una nuova assegnazione, va solo firmato, ma ancora non si decidono. Assegnano le case, ma a me ancora niente, non mi hanno chiamata, mi stanno prendendo per l’ennesima volta in giro. Mi fanno sbattere da una parte all’altra. Perché queste famiglie sono facilitate nella consegna? Vorrei capire se tutti coloro che chiedono il nulla osta per le varie residenze sono degli assegnatari o se invece furbescamente le case se le rivendono. Noi stiamo in una baracca da anni, con i nostri diritti calpestati dagli abusivi”, rimarca.
E conclude: “Perché un baraccato di Via S. Severo ha priorità rispetto ad un altro di Via De Petra o del campo degli Ulivi? Sorge un legittimo dubbio: chi ha santi prevale?”
