Tutto rinviato, in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato. Il consiglio comunale foggiano con 20 favorevoli, 10 contrari e 2 astenuti ha scelto di attendere la decisione della giustizia amministrativa sulla sospensiva richiesta da Leo Iaccarino, destituito dal suo incarico di presidente del Consiglio dopo la mozione votata lo scorso primo febbraio. Secondo il regolamento l’assise ha 20 giorni per convocare l’aula e rieleggere un nuovo presidente. Ma oggi durante la riunione Zoom l’eletto Lucio Ventura e lo stesso Giulio Scapato hanno introdotto il tema dell’opportunità di votare per un nuovo presidente, che potrebbe essere subito reso nullo dalla sospensiva emessa dal Consiglio di Stato.
I 20 giorni sono un termine inderogabile? “Il termine del regolamento è acceleratorio e non perentorio”. Con questa formula il segretario generale del Comune di Foggia Gianluca Caso ha dato il suo parere sulla necessità e sulla presunta obbligatorietà di eleggere il sostituto di Iaccarino. Sul tema è intervenuto con veemenza il leader dell’opposizione Pippo Cavaliere: “Cosa c’entra il pronunciamento della giustizia amministrativa con la mozione che abbiamo votato? Il nostro è stato un atto politico. Se ci fosse la sospensiva cambieremmo il nostro atto?”, ha chiesto ai colleghi invitando tutti a votare per il nuovo presidente.
Ma Leo Iaccarino ancora una volta lo ha attaccato: “Il consigliere Cavaliere mi pare un po’ confuso e spaesato. È lo stesso che giovedì pomeriggio insieme agli altri colleghi della minoranza andrà dal notaio per dimettersi e oggi invoca una accelerazione per la elezione del nuovo presidente”. Proprio sulle dimissioni notarili è attivo online sulla pagina del gruppo Foggia non si Lega, che ospita il Comitato La Società Civile un lungo dibattito sull’appuntamento di giovedì pomeriggio. I cittadini si presenteranno in Piazza Giordano e sono convinti a quanto sembra che i 10 consiglieri (con le dimissioni di Di Gioia, manca ancora la surroga formale di De Sabato) davvero si dimetteranno pur con la certezza di non raggiungere il numero utile di 17. Ma a l’Immediato Cavaliere osserva: “Dimettersi senza il numero non avrebbe senso, subentrerebbero i successivi 11; se questi si dovessero dimettere subentrerebbero altri 11, fino all’esaurimento dei circa 200 candidati delle liste di opposizione”.
