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“Illustro a voi le linee generali del welfare regionale. Ho desiderio di coinvolgervi in questo settore affascinante, che devo guidare politicamente, puntando soprattutto sulla programmazione”. Lo scrive l’assessora al Welfare della Regione Puglia, Rosa Barone.
“Il sistema di welfare regionale, sorto nei primi anni 2000 a seguito dell’approvazione della Legge quadro sul Sistema integrato di interventi e servizi sociali (la ben nota L. 328/2000), si incardina in un articolato modello di governance i cui principali attori sono la Regione Puglia ed i 45 Ambiti territoriali sociali, che raggruppano i 257 Comuni presenti sul territorio regionali.
Altri attori rilevanti del sistema sono senza dubbio le Aziende Sanitarie Locali (ed i Distretti, che coincidono territorialmente con gli Ambiti stessi, con cui si attuano i principali interventi in materia sociosanitaria), le Province e la Città metropolitana di Bari (con cui si da attuazione al servizio di integrazione scolastica per gli alunni disabili delle scuole medie superiori) e gli Enti del Terzo Settore (ETS)”.
“Più di recente – continua Barone – è sorta la necessità di collaborare con il sistema delle Politiche del Lavoro (Assessorato al Lavoro della Regione Puglia, CPI, ARPAL, ecc.) per la migliore definizione ed attuazione delle Politiche di inclusione sociale attiva messe in atto dalla Regione (Reddito di Dignità) o dallo Stato (Reddito di Cittadinanza)”.
“In tale articolato sistema – spiega – la Regione esercita il suo ruolo, costituzionalmente definito, in duplice maniera: attraverso un’azione di indirizzo, monitoraggio e controllo a favore degli Ambiti territoriali che attuano i principali interventi di welfare attraverso i Piani sociali di Zona; con una serie di misure specifiche, a diretta regia regionale, attuate sempre in collegamento con gli Ambiti territoriali o anche con altri Enti come ASL (Assegno di cura) e Province (Integrazione scolastica scuola medie superiori). Tutto il sistema descritto viene definito ed inquadrato attraverso un documento unico di programmazione regionale in materia di welfare, approvato di norma ogni tre anni, che è il Piano Regionale delle Politiche Sociali”.
“Nell’ambito di tale documento – prosegue – sono definiti gli indirizzi politici complessivi e le linee di programmazione fondamentale dell’intero sistema, oltre alle risorse messe in campo dalla Regione, dallo Stato e dall’Unione Europea. Ad esso si collegano poi altri atti e documenti specifici (vere e proprie appendici tematiche al Piano) per particolari e specifiche materie come ad esempio la non-autosufficienza e la povertà”.
“Gli obiettivi e le azioni previste dal Piano Regionale delle Politiche Sociali, come accennato, sono attuate anche attraverso interventi specifici cofinanziati dai fondi strutturali (FSE, FESR). Tali interventi – conclude Barone – trovano collocazione nell’Obiettivo tematico IX del P.O. PUGLIA 2014/2020”.
