Si preannuncia un Consiglio comunale terreo domani mattina a Palazzo di Città a Foggia. La maggioranza di centrodestra dopo l’insediamento della Commissione che verificherà le infiltrazioni mafiose dentro la macchina amministrativa del sindaco Franco Landella non è riuscita più a trovare al suo interno un eletto che voglia sostituire Leonardo Iaccarino alla presidenza del Consiglio. Nessuno vuole passare alla storia come il presidente del Consiglio sciolto per mafia se questo accadrà il prossimo inverno, come appare probabile ove si guardino i precedenti di altre operazioni siffatte in Italia ma anche in provincia, per Monte, Mattinata, Manfredonia e Cerignola.
Nelle ultime ore i partiti avevano deciso, dopo settimane di contrattazioni in cui ciascuna sigla aveva avanzato un suo nome (Raffaele Di Mauro per gli azzurri, Ciccio D’Emilio per i meloniani, Lucio Ventura per i civici e Max Di Fonso per i Popolari Pugliesi) di sacrificare il mirandiano Salvatore De Martino, anziché la giovane Concetta Soragnese; era lui l’uomo designato dal suo partito, la Lega. Ma stando agli ultimi rumors il giovane avvocato, dalla forte azione sociale nelle periferie, si sarebbe rifiutato. Non vuole prendersi questa responsabilità.
Come si procederà domani? È possibile che venga scelto il decano, quello con la maggiore anzianità d’aula ossia Lucio Ventura, al momento in pole position. O semplicemente il più suffragato, ossia Max Di Fonso, ma si fa largo anche l’ipotesi di un sindaco che sia anche presidente o di una prorogatio col vicepresidente, Giulio Scapato senza nessuna elezione. Mentre scriviamo è in corso un sondaggio per Ventura, l’unico disposto a non farsi da parte. La “papabilità” del consigliere corre sul filo di messaggi whatsapp indirizzati ai vari membri dell’assise.
