Da un lato la cooperativa Astra e i sindacati e dall’altro il Comune di Foggia con la sua burocrazia. Le maestre e bidelle delle scuole per l’infanzia non ricevono lo stipendio da dicembre, dal momento che il Comune non paga il servizio, che costa alla collettività 50mila euro al mese, da novembre 2020. L’alibi dell’amministrazione è legato al Covid: 2 delle 10 scuole per bambini sono state chiuse per circa un mese a causa di una quarantena collettiva. Nel corso dell’incontro tenutosi il 24 febbraio scorso, il Comune di Foggia chiedeva chiarimenti ad Astra società cooperativa sociale sullo svolgimento del servizio di bidellaggio esibendo della documentazione prodotta dai responsabili dei plessi scolastici dalla quale si evincevano le presenze del personale della Cooperativa presso le scuole.
Il servizio di bidellaggio durante lo scorso mese di dicembre è stato svolto con le uniche eccezioni dei due plessi in quarantena. Il servizio non è stato eseguito per un totale di 380 ore. La mancata esecuzione è dipesa per 60 giornate pari a complessive 300 ore dalla chiusura delle scuole per Covid (24 giorni scuola Agazzi + 36 giorni scuola Rodani). Le restanti 80 ore sono invece imputabili ad assenze del personale di cui la cooperativa deve ancora accertare l’effettiva assenza dal servizio.
Tuttavia come le leggi impongono, la cooperativa ritiene che il periodo di chiusura delle scuole per Covid debba essere comunque pagato dal Comune, per un importo complessivo di tutti i plessi pari a 1.412,437,50 oltre Iva da parte del Comune di Foggia per un’articolata serie di prestazioni puntualmente descritte, mentre l’indicazione delle 5 ore giornaliere costituisce la modalità operativa con la quale il servizio deve essere reso.
“Se è vero che per i periodi di quarantena il Comune di Foggia non ha ricevuto le prestazioni, è pur vero che il numero di giornate in cui il servizio deve essere prestato – a fronte di un prezzo fisso ed unico – è indicato solo presuntivamente dipendendo dal calendario scolastico e dalle esigenze scolastiche. In altre parole, i 225 giorni non corrispondono necessariamente a 25 giorni al mese potendo tale numero variare in difetto o per eccesso restando invece identico il compenso per l’appaltatore. Depone nel senso appena detto anche il fatto che solo 2 scuole su 10 sono state chiuse, cosicché essendo il servizio acquistato dal Comune di Foggia un tutt’uno non si ritiene che la prestazione non sia stata correttamente effettuata non essendo dipesa dalla volontà dell’appaltatore bensì dalle mutate esigenze del calendario scolastico”, si legge in una lettera che Astra ha inviato al Comune.
Dopo aver dettagliato questa situazione, Astra ha anche aggiunto di poter accettare uno stralcio di erogazione, ma la restante parte di ore lavorate deve essere pagata dal Comune. Perché l’ente si ostina a non remunerare il servizio reso? Nel secondo incontro in prefettura, Astra ha chiesto che il Comune di Foggia liquidi senza indugio i corrispettivi che ritiene dovuti alla cooperativa per le prestazioni per le quali dalla documentazione in suo possesso non sussistono dubbi né contestazioni sulla sua esistenza e conformità al contratto.
Non v’è infatti ragione perché il Comune trattenga l’intero importo contrattuale anche per prestazioni di cui ritiene pacifica l’effettuazione. Tuttavia c’è anche una novità, emersa dalla documentazione. Stando agli atti in possesso di Astra se per il 2020 c’era copertura finanziaria per il servizio di bidellaggio, per i tre mesi del 2021 questa copertura in bilancio da parte del Comune manca.
A tal proposito il presidente della Astra, Ludovico Maffei intende agire con chiarezza, per non rischiare di continuare ad erogare il servizio e ritrovarsi poi con somme ingenti iscritte come debiti fuori bilancio, avviando così un iter senza fine per il pagamento. “Senza copertura finanziaria posso rescindere il contratto, non mi imbarco in una situazione del genere”, rileva, avanzando anche la possibilità di licenziare le 53 lavoratrici.
