Vanno all’attacco i Popolari Pugliesi. Non ci stanno alle varie ipotesi delle ultime ore di una possibile presidenza del Consiglio del Comune di Foggia a Paolino La Torre. “Per togliere ogni dubbio i Popolari Pugliesi – precisano in una nota – non accetteranno mai alcuna soluzione negoziata sui tavoli della colazione di Franco Landella, né attenderanno con il cappello in mano per vedersi riconoscere qualche ruolo in un Palazzo sempre più pericolante perché il punto vero della questione politica nel Comune di Foggia è che l’attuale maggioranza targata Franco Landella, ha esaurito ogni riserva di sopravvivenza”.
È quanto fanno sapere in una lunga nota i quattro consiglieri Danilo Maffei, Tonino Capotosto, Max Di Fonso e Pasquale Rignanese (nelle foto sopra).
Gli eletti con la segreteria di Rino De Martino continuano: “Avevamo chiesto l’azzeramento della Giunta, a maggior ragione dopo gli avvenimenti di cronaca amministrativa, un segnale forte sulla via del cambiamento, che avesse un minimo di coerenza con i nuovi assetti, ma il sindaco sembra preferire continuare sulle strade dissestate di questi anni – aggiungono i Popolari – scegliendo di decidere anche chi debba presiedere il Consiglio”.
E ancora: “Nel prendere le distanze da uno scenario così avvilente, il gruppo de I Popolari Pugliesi, ritiene che il ruolo di garanzia del presidente del Consiglio comunale possa essere riconosciuto solo ad un esponente liberamente scelto tra le formazioni consiliari che non facciano parte del cartello di maggioranza, questo in ragione di una elementare regola democratica, purtroppo dimenticata e cancellata”.
“Tuttavia il tema sulla presidenza del Consiglio comunale non ci appassiona affatto in quanto sembra già superata questa fase in virtù del fatto che la richiesta è quella delle dimissioni di massa“.
E concludono: “La compagine consiliare de I Popolari Pugliesi – nel rivendicare la propria posizione autonoma, moderata e centrista, distinta e distante da Franco Landella -, continuerà a sostenere solo le scelte che riflettono prevalenti interessi della Città, ma invitano nel contempo le forze che si dichiarano ostili all’attuale governo ad uscire fuori dai tatticismi, perché domani non si dica che quel che resta del centrodestra è sopravvissuto grazie ai silenzi e all’attendismo ispirato da posizioni che la collettività non capirebbe e che ha già bollato in passato”.
