Via alla sperimentazione del vaccino italiano ReiThera negli ospedali pugliesi. Il Policlinico “Riuniti” di Foggia è partita ieri, con il reclutamento di 9 persone. “La prossima settimana vaccineremo altri 20 volontari e continuiamo a reclutare – spiega a l’Immediato il commissario straordinario, Vitangelo Dattoli -. La fase 2 si concluderà con arruolamento di 900 pazienti, probabilmente entro fine aprile, di cui 80 in Capitanata. Successivamente partirà la fase 3″.
La casa farmaceutica per i volontari prevede un compenso di 800 euro al completamento dell’intero follow up. Da venerdì prossimo sarà attivo un numero dedicato (0881 736326), dal lunedì al venerdì, per informazioni e prenotazioni.
La sperimentazione
Verrà effettuato uno studio randomizzato in cui il 66% dei volontari riceverà la dose vaccinale mentre la restante quota sarà trattata con ‘placebo’. Questo dato è un’ottima occasione per chi non potrà accedere alla vaccinazione in tempi brevi (essendo testato su popolazione sana quindi non a rischio) e per le strutture sanitarie che avranno a disposizione un prodotto made in Italy quindi subito disponibile. Avrà le stesse caratteristica del vaccino Astra Zeneca, Johnson & Johnson e lo Sputnik russo: si avvarrà di un adenovirus (tutti virus a DNA, cioè contenenti informazioni genetiche necessarie alla biosintesi di RNA – la molecola che trasferisce l’informazione genetica dal DNA alle proteine – e proteine) con un vettore virale. In Puglia gli unici centri coinvolti sono Foggia e Bisceglie (Vittorio Emanuele II). Il Policlinico Riuniti è anche coinvolto in due sperimentazioni, entrambe su pazienti affetti da Covid: la prima prevede l’infusione di anticorpi monoclonali, la seconda l’utilizzo di antivirali. Quest’ultima una frontiera ancora inesplorata qui in Puglia che rende l’ospedale della Capitanata l’apripista sul genere.
Impegno su tutti i fronti nella lotta al Covid
Il Policlinico Riuniti di Foggia sarà l’unico centro del Sud Italia impegnato su tre fronti diversi nella battaglia contro il Covid. L’hub di riferimento della Capitanata sarà infatti fulcro in Puglia per testare tre diverse modalità di intervento sanitario nella prevenzione della diffusione del virus e nella sperimentazione di un nuovo vaccino. In prima linea nel triplice lavoro di baluardo alla salute collettiva c’è il l’Unità operativa complessa di Malattie infettive diretta dalla professoressa Teresa Santantonio, impegnata a portare avanti un altro tassello di speranza negli studi e nell’evoluzione della malattia con un importante dispiego di professionalità e mezzi tecnologici unite all’orgoglio di essere stati selezionati dal centro sperimentatore principale (Spallanzani di Roma) per questi test innovativi. Il prof. Sergio Lo Caputo sarà il responsabile delle sperimentazioni.
