“Il ricorso al partenariato pubblico-privato è la prova provata che il nuovo DEU (Dipartimento d’Emergenza e Urgenza) non poteva entrare in funzione negli ultimi tre anni e spiega anche i continui rinvii di Dattoli all’apertura dello stesso”. Lo scrive in una nota, la responsabile della sez. foggiana del TDM (tribunale diritti malato), Maria Rosaria Castrignanò.
Nel mirino, la nuova struttura ospedaliera di Foggia. “Non sono bastati 65 milioni di euro per realizzare l’opera più importante della Sanità di Capitanata – continua Castrignanò –, utilizzati per avere oggi una scatola quasi vuota, priva di sale operatorie e terapie intensive, cioè di quei servizi che qualificano un DEU in quanto tale. Per non dire dell’assoluta mancanza di trasparenza dell’amministrazione del Riuniti che per un’operazione così vistosa non ha sentito il bisogno di confrontarsi con il Comune di Foggia, con i sindacati e con le organizzazioni dei cittadini (quelli che pagano le tasse). Fatto sta che, ad oggi, nell’immobile vi sono solo alcuni reparti, compreso quelli chirurgici di Toracica e Vascolare, salvo a dover trasportare in ambulanza i pazienti all’esterno presso distanti sale operatorie, per poter effettuare gli interventi!! Ovviamente con forte rischio per la salute dei soggetti operati. Ciò è semplicemente vergognoso – tuona Castrignanò in conclusione -. I cittadini non devono pagare il prezzo (sia in termini economici che in termini di salute) per ritardi ed inefficienze, per giunta frutto di operazioni caratterizzate da estrema opacità e mancanza di confronto”.
