Rigettata dal giudice l’istanza difensiva, resta ai domiciliari Jessica Coco, 58enne foggiana, commercialista, arrestata lo scorso 31 marzo dalla Guardia di Finanza, su ordinanza del gip. Coco è accusata di false comunicazione sociali, falso e truffa, mentre il giudice ha rigettato la richiesta della Procura di arrestarla anche per il più grave reato di peculato ritenendo gli indizi insufficienti. Coco avrebbe commesso questi reati mentre ricopriva il ruolo di amministratrice giudiziaria nominata dal Tribunale per la società “Nuova euro meat srl” di San Severo, sottoposta a sequestro preventivo. “L’interrogatorio dell’indagata e i documenti della difesa non sono idonei a far venir meno o scalfire la solidità del quadro probatorio“, le parole del gip riportate oggi da La Gazzetta del Mezzogiorno. “I documenti depositati dalla difesa sono inconferenti alle contestazione, perché si riferiscono a una gestione della cassa societaria che si ferma a metà giugno 2017, mentre i pagamenti oggetto delle accuse di false annotazioni e disconosciuti dall’apparente beneficiario, sono riferiti a un’epoca successiva tra maggio e agosto 2018; e sono stati annotati a rettifica della contabilità su espressa direttiva impartita da Coco a una commercialista di sua fiducia”.
E ancora: “Anche se inserita in un contesto ostruzionistico ad opera della vecchia gestione della società amministrata, la tenuta della contabilità da parte di Coco si conferma ‘disinvolta’ per affermazione della stessa diretta interessata: ulteriore riprova che, pur depurata da fini egoistici e speculativi la condotta professionale dell’indiziata resta penalmente rilevante”. Infine, riguardo all’accusa di falso e truffa, Coco al gip ha riferito di non aver mai presentato richieste di rimborsi spese, ma solo la liquidazione al Tribunale per l’incarico svolto. “È agli atti una fattura emessa da Coco nei confronti della società da lei amministrata – scrive il gip -, con la causale del rimborso delle spese sostenute; sicché, anche se l’indagata non avesse inserito il rimborso spese nelle sue richieste di liquidazione all’autorità giudiziaria come sembrerebbe evincersi da due documenti allegati all’istanza di difensiva di revoca dei domiciliari, è ipotizzabile quantomeno il tentativo di truffa ai danni della ‘Nuova euro meat’ a mezzo della falsa attestazione delle 217 visite ispettive”. La difesa prepara il ricorso al Tribunale del Riesame.
