Fratelli Lanza col fiato sospeso. Slitta la sentenza del processo “Piazza Pulita” a Mario e Alessandro Lanza, 39 e 42 anni, per gli inquirenti contigui alla batteria mafiosa Sinesi-Francavilla della “Società Foggiana”. Dopo l’annullamento della Corte di Cassazione della condanna a 7 anni di carcere inflitta agli imputati dalla Corte d’appello di Bari, si sta celebrando nuovamente il processo di secondo grado. Ma l’udienza prevista oggi è stata rinviata a settembre in quanto uno dei componenti della Corte si era già espresso su questo procedimento in un precedente grado di giudizio.
Una telenovela giudiziaria
Circa sette mesi fa, la Cassazione aveva annullato la condanna ai Lanza, entrambi accusati di estorsione aggravata dalla mafiosità ai danni dell’ex “Amica”, azienda che si occupava della gestione dei rifiuti a Foggia. Secondo l’impianto accusatorio, la società sarebbe stata costretta a pagare gli stipendi ai due dipendenti, i Lanza appunto, senza che avessero mai lavorato. I due imputati avrebbero persino costretto alcuni dipendenti dell’azienda ad accompagnarli, con l’auto di servizio, a sbrigare commissioni personali. Vicende che, stando ai magistrati, sarebbero aggravate dalla mafiosità in quanto l’Amica sarebbe stata costretta “a mantenere il rapporto lavorativo in atto, nonostante i due imputati non svolgessero alcuna attività”. Inoltre, sotto la “minaccia consistita nell’aver fatto chiaramente intendere che se l’Amica si fosse opposta alle loro pretese, vi sarebbero state ritorsioni personali e familiari nei confronti dei responsabili”. Fatti risalenti al 2009, mentre il blitz “Piazza Pulita” è del 6 aprile 2012.
I Lanza brothers vennero condannati in primo grado a 7 anni e 2 mesi a testa, sentenza del gup del Tribunale di Bari del 2013, poi ci fu l’assoluzione in appello nel 2015, ma quest’ultima sentenza venne annullata nel 2017, dopo il ricorso della Procura generale di Bari. Fu dunque celebrato un secondo processo d’appello conclusosi nel 2019 con la condanna dei Lanza a 7 anni e 2 mesi. Verdetto annullato pochi mesi fa in seguito ad un ricorso del collegio difensivo. Insomma, un ping pong infinito che oggi ha visto andare in scena un nuovo capitolo, ancora una volta senza alcun esito.

Le condanne ai Trisciuoglio
Per “Piazza Pulita” sono già stati condannati in via definitiva, il boss Federico Trisciuoglio detto “Enrichetto lo Zoppo” e il figlio Giuseppe; i giudici inflissero ad entrambi la pena di 7 anni e 2 mesi per estorsione aggravata dal metodo mafioso. I Trisciuoglio, ai vertici della batteria omonima, costrinsero l’azienda dei rifiuti a “mantenere in atto il rapporto lavorativo instaurato con Giuseppe Trisciuoglio corrispondendogli stipendi per un importo netto di 66mila euro dal 2006 al giorno dell’arresto nonostante non svolgesse palesemente alcuna attività lavorativa”. (In alto, nei riquadri, Alessandro e Mario Lanza; sullo sfondo la sede di “Amica” e il tribunale di Bari)
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