Troppi fragili ancora senza vaccino. In queste ore il governatore della Puglia, Michele Emiliano è subissato di messaggi in chat, via mail e sui social da parte delle famiglie di persone fragili che non possono vaccinarsi con AstraZeneca. Ai medici di famiglia – che proprio l’altro giorno hanno manifestato il malcontento attraverso un comunicato stampa – fino a ieri sono state promesse poco più di 20 dosi Pfizer per i fragili. Inoltre, le liste d’attesa dei medici di famiglia sarebbero infinite tanto che anche per loro è stato invocato un hub di riferimento. Gli studi medici sono troppo piccoli per una gestione “in house” della campagna vaccinale. La problematica riguarderebbe soprattutto Foggia, mentre in provincia la situazione appare sotto controllo. Nella piccola Candela, ad esempio, il sindaco Nicola Gatta ha comunicato che da ieri, presso “Villa Verde”, è iniziata la campagna di vaccinazione dei soggetti “fragili” residenti in paese, “che sarà eseguita – ha spiegato il primo cittadino – con la collaborazione dei medici di base. Pertanto chi rientra in detta categoria può rivolgersi direttamente al proprio medico curante”.
Situazione ben diversa a Foggia. “Caro governatore – scrive oggi la famiglia di una 70enne fragile –, ieri sera la nostra dottoressa di famiglia ci ha riferito che le sono state annunciate 24 fiale di Pfizer (una goccia nel deserto) e che ci sono (ancora!) molti ultra ottantenni e oncologici attivi in lista prima di lei. Nostra madre è una paziente fragile, come gli altri, e la sua vaccinazione deve essere programmata almeno 7 giorni prima in quanto deve necessariamente sospendere la terapia immunosoppressiva. Non è nostra intenzione scavalcare alcuno, ma dovrebbe essere stata già vaccinata, come sta avvenendo in provincia”.
Sui canali social del governatore, la signora Lucia scrive in un commento: “Da cinque giorni i miei genitori, soggetti vulnerabili a cui i vaccinatori hanno sconsigliato AstraZeneca e indicato Pfizer, si recano quotidianamente al punto vaccinale di via Sbano a Foggia, con prenotazione fatta sul portale, per sentirsi dire che le dosi Pfizer non sono disponibili. Sono nell’elenco comunicato al medico di base che non sa dirci quando e quante dosi arriveranno, ma ci lascia intendere che l’elenco è lungo. Le ultime dosi sono state utilizzate lunedì 12 mattina per i primi bisognosi che sono arrivati ai punti vaccinali. Da quel momento in poi i vulnerabili vagano tra i punti vaccinali e i medici di base. Mi chiedo se è umanamente accettabile che due ultrasettantacinquenni con patologie gravi (L. 104 art.3, comma 3 e problemi cardiologici) non possano sapere la data della loro vaccinazione e debbano recarsi di persona e fare la fila. Occorrono punti vaccinali dedicati ai vulnerabili, visto che i medici di base non hanno a disposizione dosi sufficienti. Sono amareggiata, inasprita, adirata. L’articolo del Financial Time, sulla nostra amata Puglia, è precedente alle disorganizzazione degli ultimi giorni e io speravo che il quadro organizzativo vaccinale smentisse questa triste descrizione della nostra regione. Emiliano, non dirmi che è colpa dei medici di famiglia che stanno subendo minacce e pressioni dagli assistiti. La gara in atto tra le Regioni per ostentare dati statistici competitivi non sta producendo risultati umanamente accettabili!”.
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