“Avevo una prenotazione per la somministrazione del vaccino il 16 aprile, a Foggia. Poi il mio appuntamento è saltato perché non ci sono più dosi”. E.R., pensionato foggiano di 72 anni, non avrebbe mai immaginato di entrare in un vero e proprio limbo. Era tutto pronto, ma il giorno dell’iniezione, nella compilazione del questionario, è emersa la patologia di cui soffre ed è finito nell’imbuto della carenza di dosi. “Faccio uso di insulina – spiega a l’Immediato -, per questo mi hanno detto che non potevano somministrarmi l’AstraZeneca, dicendomi al contempo di far riferimento al mio medico di medicina generale il quale mi ha subito detto di non avere dosi di Pfizer o Moderna”.
Alla domanda su una data credibile sulla disponibilità delle dosi, il medico ha fatto spallucce. “Mi ha riferito che non poteva dirmi nulla – ha commentato il signore foggiano -, sottolineando come dall’1 al 20 aprile ha somministrato a domicilio solo una decina di dosi a pazienti fragili allettati. Così – conclude -, si verifica l’assurdità che quasi tutti stanni facendo i vaccini, compresi i sessantenni, mentre io che sono un paziente fragile non sono coperto. E non si sa fino a quando”.
La protesta dei medici: “Non abbiamo più dosi”
I medici di famiglia pugliesi sono rimasti senza dosi di vaccino anti Covid e, in una nota inviata oggi al governatore Michele Emiliano, all’assessore alla Sanità, Pierluigi Lopalco, e ai direttori delle Asl chiedono se “vi è la disponibilità per effettuare” almeno “i richiami”, che sono “da programmare già per i prossimi giorni a favore dei cittadini, ultraottantenni a domicilio, pazienti in Adi Adp”, a cui i medici di famiglia hanno somministrato la prima dose”.
A firmare la richiesta di informazione è l’intersindacale medici formata da Cgil, Smi, Snami, Simet e Ugs. “ln mancanza di quantità di vaccino sufficienti allo scopo – si legge – si chiedono precise informazioni e direttive da inviare ai medici vaccinatori e ai cittadini circa le modalità del prosieguo della campagna vaccinale”.
La Puglia oggi è seconda nelle somministrazioni di vaccini anti Covid, ma adesso c’è carenza di dosi tanto che ieri sono arrivate in prestito 8mila dosi di Astrazeneca dalla Protezione civile nazionale. (In alto, foto di archivio)
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