Si è avvalso della facoltà di non rispondere l’imprenditore bovinese, Francesco Landini, 51 anni, sotto inchiesta nell’operazione di polizia che ha portato all’arresto dei consiglieri comunali, Leonardo Iaccarino e Alfonso Capotosto. Per Landini obbligo di firma. Dalle indagini è emerso che Iaccarino e un ex dipendente comunale, G.M. (indagato a piede libero) avrebbero intascato rispettivamente 5mila e 4mila euro dall’imprenditore per influenzare gli uffici comunali affinché liquidassero in tempi rapidi una fattura emessa da un parente (non indagato) dello stesso Landini di 26mila euro per la fornitura di fitofarmaci utili per le attività di “Masseria Giardino”, una masseria didattica di proprietà del comune. La liquidazione fu imputata in una determinazione di spesa del giugno del 2019 che autorizzava gli acquisti di fitofarmaci solo fino a 6mila e 800 euro. Oltre ai soldi, i due avrebbero anche ricevuto una promessa di fornitura di duemila litri di carburante.
L’interrogatorio di Landini si è tenuto oggi pomeriggio, mentre qualche giorno fa è stato ascoltato Iaccarino (unico in cella) il quale avrebbe ammesso alcuni dei reati per i quali è indagato. È invece slittato a data da destinarsi, ovvero quando le sue condizioni di salute lo permetteranno, l’interrogatorio di garanzia nei confronti di Antonio Capotosto, il consigliere comunale di maggioranza (sospeso dal prefetto insieme a Iaccarino) raggiunto da una misura cautelare degli arresti domiciliari venerdì 30 aprile scorso. Capotosto è ricoverato in ospedale per Covid. L’uomo, insieme a Iaccarino, deve rispondere di tentata induzione indebita. I due politici – secondo l’accusa – avrebbero tentato di indurre il presidente di una cooperativa sociale di servizi a pagare 20mila euro per il riconoscimento di un debito fuori bilancio.
