Dopo la perquisizione a casa del sindaco dimissionario di Foggia, Franco Landella, interviene il suo legale, l’avvocato Michele Curtotti. In una nota divulgata ai giornalisti, il penalista smentisce che gli inquirenti abbiano sequestrato “documenti scottanti” dall’abitazione del primo cittadino, parlando di una “ulteriore falsa coloritura” da parte degli organi di stampa. “In qualità di suo difensore di fiducia, mi vedo costretto a smentire la fondatezza di tale notizia. Nessun documento, infatti, è stato sottoposto a sequestro. Invito tutte le testate giornalistiche a non diffondere notizie prive di fondamento – continua Curtotti -, nel rispetto dei diritti di chi è sottoposto ad indagini. Ricordo che con il recepimento da parte della Camera dei deputati, nella seduta del 30 marzo 2021 della direttiva europea n. 343 del 9 marzo 2016, finalmente intervenuto a cinque anni dalla sua emanazione, si rafforzano i principi della presunzione di innocenza e si ribadisce il divieto di presentare in pubblico l’indagato come colpevole del reato ascrittogli prima della definizione del processo a suo carico. Nell’apprezzare il riserbo doverosamente tenuto degli inquirenti, invito quindi tutti gli organi di stampa ad evitare facili strumentalizzazioni e deprecabili ‘fughe in avanti’, soprattutto, come in questo caso, prive di alcun reale fondamento. La sede dei processi – conclude l’avvocato di Landella – non può, e non deve essere, la piazza mediatica”. Consapevoli della professionalità dell’avvocato Curtotti che non è in discussione, specifichiamo che le fonti da noi interpellate sostengono il contrario.
