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Home » Una donna sindaco di Foggia? Sul web parte il “giochino” (prematuro) del totonomi. Ecco chi potrebbe impegnarsi per la città

Una donna sindaco di Foggia? Sul web parte il “giochino” (prematuro) del totonomi. Ecco chi potrebbe impegnarsi per la città

Di Antonella Soccio
3 Giugno 2021
in Politica
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ciao ciao: "" -

Archiviata la fake news sulla candidatura a sindaco dell’imprenditore antimafia Luca Vigilante, amico del vicepresidente della Regione Puglia Raffaele Piemontese, non manca il dibattito su chi potrebbe rianimare la città di Foggia dopo gli scandali, le mazzette e il malaffare che hanno travolto l’ultima consiliatura della coalizione che appoggiava Franco Landella, finito agli arresti domiciliari per corruzione e tentata concussione e da poco rimesso in libertà dal Gip, pur mantenendo la grave situazione indiziaria.

Il gioco del totonomi lanciato già ora è solo un esercizio di stile, inutile e sciocco, dal momento che è quasi certo che si voterà tra almeno 2 anni, se, come è probabile, la Commissione d’accesso decreterà lo scioglimento dell’Ente per sospetto di infiltrazioni mafiose.

Tuttavia nel mondo della politica e delle associazioni collegate qualcuno si esercita a verificare il gradimento di questo o quel nome. Il gruppo social Foggia non si Lega, da cui è nato il movimento cittadino La Società Civile ha lanciato un piccolo sondaggio, dal quale emerge la forte necessità di cambiamento e rinnovamento. In tanti credono che dopo anni di impegno a favore della legalità, la vicepresidente di Libera Daniela Marcone potrebbe cimentarsi nell’azione amministrativa da sindaca. Ma al primo posto nell’ordine di apprezzamento c’è Vladimir Luxuria, già parlamentare e molto amata in città. Seguono gli altri, a cominciare dall’ex candidato sindaco del centrosinistra extralarge Pippo Cavaliere, uscito ammaccato dalle intercettazioni ambientali a casa Iaccarino. Questo nel centrosinistra, dove pure emergono i nomi di sempre, da Antonio Russo delle Acli al procuratore della Repubblica Ludovico Vaccaro, fino all’ex questore e scrittore di noir Piernicola Silvis.

C’è chi scommette su Rosario Cusmai, pur ritenuto per la sua parentela troppo vicino a Iaccarino. Da emilianista puro Cusmai, membro di staff del presidente Emiliano, porterebbe alla coalizione un buon pacchetto di voti personali, come fu per Landella quando il tavolo del centrodestra del 2014, dominato dall’allora senatore Lucio Tarquinio, decise di scommettere sull’uomo della gente.

C’è anche chi persegue, con accanimento terapeutico dopo le esperienze di Leo Di Gioia e l’attuale flop di Giuseppe Pitta a Lucera senza contare Metta a Cerignola, ancora stagioni civiche e trasversali, senza simboli di partito, sul modello Barletta. In due anni la politica nazionale cambierà e non è detto che i due populismi rappresentati da M5S e Forza Italia rimangano dove sono ora.

Secondo alcune ricostruzioni, lo stesso Emiliano potrebbe favorire candidature civiche, con il supporto della Lega di Raimondo Ursitti. In realtà, lo stesso Cavaliere avrebbe dovuto avere un appoggio del Carroccio col voto disgiunto, ma che ad urne aperte si è rivelato solo una promessa, una suggestione inesatta da commentatori.

A tal proposito ci sono diverse ambizioni. La prima è quella potenziale dell’attuale presidente del Parco del Gargano Pasquale Pazienza. Il professore universitario, vicino a molti costruttori foggiani, stando ai bene informati, sarebbe molto corteggiato dai partiti. Pd e Lega in testa. C’è poi l’altro accademico, Massimo Russo, già sacrificato nel 2018 come candidato al collegio uninominale cittadino del Senato. Dopo Sanitaservice e per di più in pandemia può amministrare anche l’Ente più difficile. E ancora potrebbe pensarci anche il prof Agostino Sevi, ex presidente dello Zooprofilattico e attuale pro Rettore dell’Unifg.

Altri disegnano un particolare scenario del tutto civico con l’avvocato Raul Pellegrini, fratello del senatore pentastellato. Il penalista nel board di Confindustria è apprezzato in maniera trasversale. Si fa il suo nome nei salotti, come anche quello del primario Massimo Zanasi o quello del presidente dell’Ordine degli Avvocati Gianluca Ursitti, amico di sempre dell’ex presidente della Camera di Commercio Fabio Porreca.

Nella famiglia Porreca, però, c’è anche la volontà di Annamaria Fallucchi, prima dei non eletti alle scorse regionali col pumo di Fitto e donna più votata nel centrodestra pugliese. Non è un mistero che l’imprenditrice turistica e culturale, originaria di San Nicandro Garganico, voglia prendersi i Fratelli d’Italia, dove c’è anche l’altra donna forte, Antonella Spezzati.

Il centrodestra del resto è ammutolito dalle indagini. Tutti sono dell’avviso che occorra pescare quando si voterà nella società civile. Luigi Miranda, Raffaele Di Mauro o Ciccio D’Emilio appaiono nomi della vecchia politica. E se si puntasse su una donna? Di Spezzati e Fallucchi si è detto, nel centrodestra potrebbe anche lievitare l’opzione della sanseverese ma ormai foggiana d’adozione Anna Paola Giuliani, nel centrosinistra restano inalterate le quotazioni dell’ex parlamentare Colomba Mongiello, dell’avvocata Valentina Lucianetti (che già sarebbe stata una sindaca ombra in ambito legale in caso di vittoria di Pippo Cavaliere), della Maestra Gianna Fratta, della bibliotecaria Milena Tancredi e della dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Maria Aida Episcopo. Ma tanti e non solo nel MoVimento sognano l’idea di Rosa Barone candidata. (In alto, in foto, Marcone, Luxuria e Barone)

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Tags: comune di foggiaPippo CavaliereRaul Pellegrinisindaco
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