AstraZeneca solo per gli over 60 e stop agli open day dedicati ai giovani che sono stati organizzati da molte Regioni in queste settimane. Non si può vietare esplicitamente l’uso di quel vaccino sotto quell’età perché comunque l’approvazione europea di Ema e quella italiana di Aifa sono per tutti gli over 18. Arriverà però un’indicazione più perentoria. È quanto riporta Repubblica sul “caso AstraZeneca”.
Anche se i casi di reazioni avverse alle seconde dosi di AstraZeneca sono molti meno rispetto a quelli, comunque rarissimi, individuati dopo le prime, i tecnici del Cts si starebbero muovendo per aprire alla possibilità di cambiare il vaccino per la seconda dose. Ci sono nuovi studi, sottolineati l’altro ieri anche dalla Commissione tecnico scientifica dell’Aifa, dai quali si ricava l’efficacia di una dose “eterologa”, cioè di Pfizer o Moderna anche se successiva a quella di AstraZeneca. E sarebbe proprio questa l’indicazione, auspicata tra gli altri ieri dall’ex direttore di Ema Guido Rasi, che è pronto a dare il Cts. Avrebbe un effetto importante sulla campagna vaccinale, come ha fatto notare durante una riunione con i tecnici dell’altro ieri anche il commissario straordinario, generale Francesco Figliuolo. Cioè potrebbe portare a un ritardo sulla tabella di marcia della campagna, che ieri ha superato la soglia dei 40 milioni di italiani che hanno ricevuto la prima dose.
Nel nostro Paese ci sono 2 milioni e 80 mila persone sotto i 60 anni che hanno avuto una dose del vaccino AstraZeneca. Di questi 1 milione e 20 mila aspettano di fare il richiamo. Per loro andrebbero trovate dosi dell’altro vaccino, quello a Rna messaggero. L’idea sarebbe quella di non spostare la data dell’appuntamento per la seconda iniezione ma comunque ci sarebbe un impatto legato alla ridistribuzione delle dosi. Anche se un milione non sono tantissime, molte Regioni viaggiano con i magazzini sempre vuoti e quindi dovranno fare un po’ di scorta per assicurare le seconde dosi con Pfizer o Moderna. Inoltre verranno a mancare le vaccinazioni ai giovani, che quasi tutte le Regioni, magari senza adottare la modalità dell’open day, facevano in parte con AstraZeneca.
