Variante indiana dominante in Puglia entro la fine di luglio secondo quanto riporta Repubblica Bari. “C’è la possibilità che la variante Delta possa diventare dominante in poco tempo — conferma Antonio Parisi, a capo del laboratorio di biologia molecolare dell’Istituto zooprofilattico di Putignano — anche entro luglio. I dati ci diranno di più. Se la tendenza fosse confermata, nell’arco di un mese o al massimo due, come successo per la variante inglese o Alpha, anche questa può diventare dominante. La sensazione insomma è che la variante Delta stia per sostituire la variante Alfa”.
Lo studio cui si riferisce Parisi riguarda una survey richiesta a livello nazionale con la quale saranno analizzati 50 casi sospetti. A questi se ne aggiungono altri 50 che sono arrivati nel frattempo in istituto. In totale entro il prossimo fine settimana verranno fuori i risultati di circa un centinaio di casi sospetti. “Va sottolineata — spiega ancora Parisi — che l’incidenza rimane bassa, per fortuna. Per quanto va detto che la Delta sia molto più contagiosa. I focolai avuti in Salento sono stati caratterizzati da una mobilità elevata, cioè da un numero elevato di casi”.
Dal Gargano al Salento – si legge ancora – questo ceppo vale il 35 per cento dei nuovi contagi. Dati basati sulle sequenze pubblicate nella banca dati Gisaid. Dunque inevitabilmente non possono rappresentare l’esatta diffusione del virus sul territorio. Una posizione confermata anche da Parisi: “Al momento quei dati derivano dal numero di genomi inseriti in banca dati. E questo non è un risultato di uno studio statistico, ma l’effetto dell’attività di sorveglianza. Per avere una base dobbiamo effettuare uno studio specifico”.
Quel che è certo – scrive Repubblica – è che se un mese fa si parlava solo di virus circolante nella comunità indiana che risiede a Lecce, adesso il quadro è completamente diverso, con pugliesi che si sono infettati apparentemente senza motivo. “Possiamo dunque immaginare che questa variante stia circolando in tutta la popolazione e che quello che vediamo adesso è solo la punta di un iceberg”. Al momento sono 51 i pugliesi colpiti da variante Delta, alcuni dei quali riguardano gruppi di pazienti che si sono contagiati fra di loro all’interno di diversi focolai. Il numero però è destinato a crescere velocemente. I due focolai più grandi documentati sono in provincia di Brindisi. Gli altri sono casi sporadici in diversi Comuni soprattutto dell’area salentina.
Quanto ai due focolai di Taranto e Foggia, secondo le prime ipotesi degli esperti, potrebbe trattarsi di persone di ritorno da viaggi in crociera e al momento sono stati isolati. Fra i 51 pazienti, c’è un solo caso di persona che aveva ricevuto una sola dose di vaccino. “Ma i dati che arrivano da altri studi – conclude Parisi a Repubblica – testimoniano che i vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale sono protetti con alte percentuali”.
