La mafia foggiana è nota per essere una mafia priva di riti di affiliazione, basata esclusivamente sul vincolo familistico, eppure un “giuramento di fedeltà tra associati” esiste, come dimostra la sentenza “Decima Azione”. Nelle 453 pagine di motivazioni, il giudice del Tribunale di Bari, Giovanni Anglana ricostruisce la vicenda di Roberto Tizzano, 21enne foggiano morto ammazzato nel bar “H24” di via San Severo il 29 ottobre 2016. Tizzano fu ucciso durante un agguato mafioso mentre un suo amico, il coetaneo Roberto Bruno rimase ferito. Un fatto di sangue eclatante per il quale vennero condannati a pene definitive i cugini Francesco e Cosimo Damiano Sinesi (20 anni a testa di reclusione) e il killer sammarchese Patrizio Villani (30 anni), uomo indicato in un’intercettazione come persona “a disposizione dei clan”.
Riguardo al giovane Tizzano, ritenuto dagli inquirenti vicino alla batteria Moretti-Pellegrino-Lanza, spunta la storia di un tatuaggio che il giovane avrebbe fatto marchiare sulla propria pelle per giurare fedeltà al gruppo criminale. “In alcuni casi – scrive il giudice facendo riferimento anche ad altri episodi simili -, l’esistenza del vincolo associativo veniva consacrato dalla esistenza di un giuramento di fedeltà tra associati, inteso come legame indissolubile sugellato all’interno della ‘Società Foggiana’, e con immediata riconoscibilità esterna nei confronti di tutti i componenti della batteria di riferimento con conseguente legittimazione nei confronti di tutti coloro che erano a conoscenza del giuramento stesso. Tale circostanza – riporta ancora il giudice – emerge dalla captazione del colloquio del 27 febbraio 2017, in occasione del quale il padre di Tizzano Roberto ucciso il 29 ottobre 2016, faceva riferimento all’esistenza di un giuramento tra il figlio e Leonardo Lanza (‘…sta scritto il nome e il cognome di Nardino… mio figlio …quello è un giuramento…’), che aveva visto sul braccio del congiunto. In sede di ispezione cadaverica, effettivamente – si legge in sentenza -, sul braccio di Tizzano Roberto erano presenti due tatuaggi: uno indicante la data di nascita del ragazzo (7 febbraio 1996) e l’altro relativo alla data di nascita di Leonardo Lanza (17 novembre 1979)”, uno dei pregiudicati al vertice della batteria Moretti oltre che figlio di Vito Bruno Lanza detto “U’ lepr”, quest’ultimo esponente storico della malavita foggiana e fedelissimo del boss Rocco Moretti. (In alto, Lanza e Tizzano; sullo sfondo, il bar H24)
