C’è un fascicolo alla Procura della repubblica di Foggia. Contro ignoti per incendio doloso. Nei prossimi giorni i pm aspetteranno le relazioni dei carabinieri forestali che stanno visionando satelliti e telecamere delle aziende e abitazioni della zona per individuare movimenti sospetti. Un passaggio necessario per mettere la firma ai sospetti di questi giorni, e cioè che l’incendio che ha distrutto 500 ettari tra pineta, boscaglia e macchia, sia stato appiccato dall’uomo.
A puntare il dito contro questi movimenti poco leciti è anche l’Arci provinciale. “Ancora una volta il Gargano e non solo brucia per mano dell’uomo – si legge in una nota -. I roghi scoppiati sono spesso di natura dolosa e criminale, appiccati per fini speculativi, compresi quelli di poco valore, come la ripartenza del pascolo, o per ripicche tra privati o verso la pubblica amministrazione. Bruciare le aree verdi e parte di quel patrimonio paesaggistico e boschivo di cui è custode il Gargano non porterà nessuna ricchezza, ma solo perdite e desolazione sotto il profilo ambientale, paesaggistico ed economico. Oggi bisogna anche fare i conti col riscaldamento globale che farà aumentare il numero di incendi che saranno sempre più gravi e devastanti. Bisogna non farsi trovare impreparati. Oggi a distanza di 14 anni dalle giornate apocalittiche in cui nel 2007 vennero distrutte vaste aree del Gargano nell’area di Peschici con danni naturali ed economici non ancora recuperati, un nuovo immenso incendio nell’area di Vico del Gargano. Un territorio bellissimo, ma al tempo stesso molto delicato ed esposto a mille rischi, flora e fauna devono essere protetti e preservati dagli enti preposti”. Appunto anche per il Piano antincendio del Parco del Gargano: “Pronto e mai fatto partire”. (fonte gazzetta del mezzogiorno)
