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Home » Prima tenta il suicidio, poi aggredisce poliziotto della Penitenziaria: violenze nel carcere di Foggia. Il Sappe: “Clima teso”

Prima tenta il suicidio, poi aggredisce poliziotto della Penitenziaria: violenze nel carcere di Foggia. Il Sappe: “Clima teso”

Di Redazione
19 Luglio 2021
in Cronaca
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“Quello che sta accadendo in questi giorni ha dell’incredibile con il garante regionale dei detenuti Rossi che, quasi fosse il pm di Foggia, sta già emettendo sentenze di colpevolezza per i poliziotti penitenziari in servizio nel penitenziario del capoluogo dauno, spiegando quanto sarebbe accaduto (secondo lui) durante la rivolta e l’evasione dello scorso anno”. Lo riporta in una nota il Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria.

“È molto grave poiché si interferisce con il lavoro dei magistrati, e si creano – continuano – situazioni di estremo pericolo per i poliziotti in servizio che,  non possono lavorare più con la serenità e professionalità che un lavoro così difficile e delicato richiede. Purtroppo le conseguenze di un clima molto pesante hanno portato nella giornata  di venerdì 16 scorso, all’ennesima aggressione di un poliziotto da parte di un detenuto con problemi psichiatrici, resosi protagonista nei giorni scorsi prima di un tentato suicidio evitato grazie all’intervento degli agenti, e poi dell’incendio della sua stanza. Purtroppo l’addetto proprio per il clima di caccia al poliziotto, per paura di ritorsioni ha dovuto subire passivamente la furia del detenuto, riportando un taglio all’interno della bocca, gonfiore al viso, un trauma alla testa ed un taglio al dito della mano destra, con prognosi di 5 giorni. Fortunatamente il poliziotto è riuscito a chiamare i rinforzi prontamente giunti sul posto che hanno evitato conseguenze ben più letali”.

Per il Sappe “questo clima di forte tensione e stress che respirano i poliziotti di Foggia, poteva indurre scoramento e delusione in questi servitori dello Stato che vengono umiliati ed additati come torturatori e picchiatori, invece no, poiché gli stessi fedeli al giuramento fatto in difesa delle Istituzioni, non perdono occasione per onorare la divisa che indossano. Ed un esempio di ciò è il coraggioso intervento effettuato da un assistente capo in servizio sempre nel carcere di Foggia che sabato 17 scorso, ha coraggiosamente e fattivamente coadiuvato i militari dell’arma di Termoli nel rintracciare e poi far arrestare in flagranza di reato un detenuto di San Severo evaso da mesi proprio dal carcere del capoluogo dauno, per non essere rientrato al termine di un permesso premio. Il Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria ringrazia questi lavoratori che in un clima così infuocato continuano a dannarsi l’anima per tenere sotto controllo una situazione di grave pericolo determinato dal sovraffollamento del penitenziario, dalla grave carenza organica, e dalla delegittimazione continua di chi non conosce minimamente quanto sia pericoloso e stressante il lavoro dei poliziotti penitenziari”.

Il sindacato “invita i garanti che garanti non sono – scrivono –, ad essere obiettivi sui fatti poiché così facendo si riducono a mera cassa di risonanza di persone che dovrebbero sempre provare quello che denunciano, oppure spiegare perché certe cose avvengono. Noi non accettiamo che in mancanza di un qualsiasi riscontro si accettino come verità assoluta le denunce dei detenuti che hanno mille motivi per accusare chi gli impone di rispettare le leggi e le prescrizioni all’interno delle carceri. Il Sappe chiede verità e correttezza, se poi c’è qualcuno che ha sbagliato in malafede è giusto che paghi, non dimenticando mai però il contesto in cui sono costretti ad operare i poliziotti che non sono certo conventi o scuole, ma fronteggiare pericolosi delinquenti durante le aggressioni oppure le rivolte con i detenuti che ti buttano addosso di tutto a partire dall’olio bollente, incendiano quello che trovano sulla loro strada, allagano i pavimenti e poi ci buttano i fili di corrente per ammazzare i poliziotti. Invitiamo poi questi garanti oltre che cercare con il lumicino questi delinquenti seriali e le loro degne famiglie, a parlare anche con le decine (se non centinaia) di migliaia di detenuti corretti che ogni giorno ringraziano la polizia penitenziaria per la sua umanità, correttezza, professionalità”. (foto archivio)

Tags: Carcere FoggiaSappe
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