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“Nel 2014 e precisamente nel mese di settembre, il paese di San Marco in Lamis, proprio nel mentre ero in carica da sindaco, fu colpito da un’alluvione. Frane, smottamenti, fummo addirittura costretti a evacuare una parte del paese e purtroppo contammo anche una vittima trascinata dall’acqua del canale Fajarama. Erano disponibili 9 milioni di euro, perché Merla non li ha utilizzati”. Accuse circostanziate quelle dell’ex parlamentare Angelo Cera nei confronti dell’attuale sindaco Michele Merla.
Fui costretto, anche con toni piuttosto duri, a far intervenire il Governo – racconta Cera -, difatti l’allora Ministro all’ambiente Gianluca Galletti si recò sui luoghi del disastro e con appositi atti mise a disposizione del Comune di San Marco la cifra di circa 9 milioni di euro per la messa in sicurezza del territorio. Gli interventi di somma urgenza (tampone) eseguiti all’epoca erano frutto del lavoro dell’amministrazione comunale, dirigenti di settore e dipendenti comunali. Opere che ieri hanno ridotto di parecchio il danno e hanno mantenuto bene all’ondata. Ma parliamo pur sempre di interventi tampone in attesa dell’utilizzo dei 9 milioni di euro messi a disposizione del Governo e che dovevano servire per regimentare le acque a monte”.
“Da anni, esattamente dal momento in cui ho smesso di fare il sindaco – aggiunge -, sto chiedendo all’attuale amministrazione Merla il perché non siano ancora stati spesi e di conseguenza effettuati i lavori di messa in sicurezza della città. Ed è francamente assurdo vedere il sindaco Merla fare la vittima! L’amministrazione comunale e la Regione Puglia diano spiegazioni rispetto al non utilizzo dei fondi sul dissesto idrogeologico, perché, nel caso ci fossero altri eventi del genere e ai danni conteremo anche le vittime sapremo a chi imputare la responsabilità. Non è tollerabile la lentezza dell’apparato burocratico rispetto alle vite delle persone”.
