“Terra difficile, bellissima e poco raccontata”. Roberto Saviano descrive così il Gargano, territorio afflitto dalla criminalità organizzata. Lo scrittore napoletano è stato il grande ospite finale de “Il Libro Possibile”, festival culturale che si è svolto a Vieste. Saviano ha presentato “Gridalo” (Bompiani), racconto che incrocia le voci dei grandi maestri della Storia, tra cui Giordano Bruno, Anna Achmatova, Robert Capa, Jean Seberg, Martin Luther King e Francesca Cabrini. “Donne e uomini le cui storie – spiega – svelano dinamiche nascoste, pericolose, e pongono domande ineludibili. La competizione feroce, la sensazione di essere ridotti a consumatori manipolati dagli algoritmi, una propaganda bugiarda e invasiva: davvero questo è il solo mondo possibile?”
Inevitabile una battuta sulla mafia garganica, “potente e sotto raccontata”. Secondo Saviano si è creata una preoccupante “cappa di normalizzazione”. Ma il fenomeno criminale c’è ed è forte: “In queste terre sorgono continue batterie di rapinatori e sta diventando sempre più un ‘narco territorio’ a causa della politica che se ne fotte. Qui viene importata ‘erba’ dalla costa montenegrina, poi rivenduta a mezza Europa”.