Fino a 3.000 euro di multa. Tanto rischiano di pagare insegnanti e amministrativi che non porteranno il Green pass a scuola, ma anche i presidi che non controlleranno. Come riferisce La Repubblica, la bozza del decreto del governo dedicata al ritorno a scuola individua il responsabile dei controlli nel dirigente scolastico, che potrà nominare una persona dedicata. Le sanzioni in caso di irregolarità partono da un minimo di 400 euro, e possono essere raddoppiate in caso di reiterazione. Avrà l’obbligo di presentare il Green pass – che attesti la doppia somministrazione del vaccino anti Covid – il personale scolastico, d’ateneo e anche dell’Afam (conservatori e accademie). Chi non lo fa resta a casa, assente non giustificato. Al sesto giorno sarà bloccato il progredire dello stipendio e di qualsiasi «altro emolumento».
Esonerati i soggetti a rischio con certificato medico
Saranno esonerati dall’obbligo coloro che potranno esibire un certificato medico in grado di attestare che sono soggetti a rischio, oltre a chi si sottoporrà al tampone che, tuttavia, avrà una validità di sole 48 ore. Le iniziative del governo non sono piaciute a buona parte dei docenti, rileva Repubblica: «Di certo adesso genitori e allievi si sentiranno protetti e sicuri nella quotidiana frequentazione di aule gremite, tarate per venti persone e stipate fino a contenerne trenta, corridoi stracolmi e bagni inguardabili». E ancora: «Il governo sta facendo un’operazione di distrazione di massa sui veri problemi della scuola, come se la vaccinazione dei docenti, peraltro la categoria più vaccinata in assoluto, fosse il problema, risolto il quale andrà tutto a meraviglia». (fonte Open.online)
