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“Il Gino Lisa? Una sede vuota mentre la Capitanata brucia”. È quanto denuncia il vicepresidente del Consiglio regionale e consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giannicola De Leonardis. “L’ennesimo incendio che ha devastato stavolta l’oasi verde di Monte Cornacchia, nel cuore dei Monti Dauni, con danni inestimabili per la collettività e per l’ambiente, ha ancora una volta messo a nudo la distonia tra gli annunci e la realtà – dice De Leonardis -. L’aeroporto Gino Lisa di Foggia dovrebbe essere infatti, secondo quando strombazzato da tempo dal presidente Michele Emiliano e dalla sua corte ossequiosa e plaudente, la nuova sede operativa della Protezione Civile regionale”.
Poi aggiunge: “Si tratta di una sede però soltanto sulla carta e nelle dichiarazioni pre-elettorali, visto che continua ad essere senza personale, risorse, mezzi, un vuoto contenitore di buone intenzioni e nulla più. E gli eventi registrati in questa estate, in particolare nella provincia di Foggia funestata da disastri, hanno invece messo a nudo tutta l’inadeguatezza di un apparato che si regge sugli sforzi meritori ed encomiabili di tanti operatori e volontari, ma che necessiterebbe di regia e strategie di prevenzione vere e non improvvisate”.
E ancora: “Per questo chiedo ancora una volta ai vertici dell’amministrazione regionale e della Protezione civile perché lo scalo foggiano continua ad avere un ruolo marginale e non strategico – come invece ripetutamente declamato – nell’ambito delicatissimo attribuito, e non si sono registrati per la sua piena operatività la celerità e il cospicuo impiego di risorse pubbliche in tempi rapidi come per la discutibile costruzione dell’ospedale Covid in Fiera del Levante, per fare solo una comparazione.
Ai cittadini e ai sindaci, cui va tutta la mia solidarietà e vicinanza, a chi ormai quotidianamente deve confrontarsi con situazioni drammatiche e ha bisogno di una rete di protezione e prevenzione all’altezza, serve verità, non propaganda. Ed è la verità che vogliamo conoscere, in ore terribili per il nostro territorio devastato”.
