Dibattito a Manfredonia sui commissariamenti per mafia. Tra gli ospiti Rita Bernardini, consigliera generale del Partito Radicale, Alfredo Cacciapaglia, ex sindaco di Parabita (LE), Elisabetta Zamparutti, membro del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura, e Antonio Di Iasio ex sindaco di Monte Sant’angelo. Proprio la città dell’Arcangelo, insieme a Manfredonia, Mattinata, Cerignola e Foggia è tra i comuni di Capitanata sciolti per infiltrazioni mafiose. Monte rappresentò il primo caso, risalente al 2015.
Si è parlato, dunque, dello strumento, molto chiacchierato, dello “scioglimento” per capire se è possibile combattere la mafia senza minare i principi dello Stato di Diritto e i diritti umani fondamentali e se è possibile evitare l’infiltrazione mafiosa nella vita democratica senza annullare il voto e la partecipazione dei cittadini alla vita democratica. A moderare l’incontro nell’ambito della festa organizzata da CON Manfredonia, Sergio D’Elia, segretario di Nessuno Tocchi Caino.
Proprio D’Elia ai nostri microfoni è stato durissimo rispetto alle modalità adottate per sciogliere per mafia i Comuni. “Lo Stato è dei prefetti – afferma tranchant -. Abbiamo un padrone assoluto della vita politica e sociale che non è il Governo. Il dominio è tutto nelle mani del prefetto”, sostiene D’Elia che, evidentemente, non conosce in maniera approfondita la situazione complessa del territorio di Capitanata, da decenni afflitto da guerre di mafia e dalla criminalità organizzata; una realtà in cui non mancano le connivenze dei colletti bianchi, come emerso da recenti indagini.
Ma D’Elia rincara la dose: “Basta trovarsi in un territorio dove c’è la criminalità organizzata che subito la si accosta ai Comuni per mandare una commissione d’accesso e sciogliere l’ente in questione. Così si criminalizza un’intera comunità – continua D’Elia -; sciogliere un Comune significa considerare mafiosa tutta la cittadinanza. Bisogna ritornare ai fondamenti della democrazia e dello Stato di diritto perché altrimenti allontaneremo sempre di più le persone dalla partecipazione alla vita politica e civile”.