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Home » Addio a padre Arcangelo Maira, una vita per i migranti e rifugiati: “Non disperdiamo il suo impegno civile”

Addio a padre Arcangelo Maira, una vita per i migranti e rifugiati: “Non disperdiamo il suo impegno civile”

Di Redazione
21 Settembre 2021
in Cronaca
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ciao ciao: "" -

Manfredonia in lutto per la scomparsa di padre Arcangelo Maira. A darne notizia con un post è Alfredo De Luca, ex consigliere comunale e coordinatore cittadino dei Verdi.
“Oggi è volato in cielo padre Arcangelo Maira – ha scritto -. Tantissimi di noi lo hanno conosciuto per il suo impegno, per l’accoglienza umana di chi è stato costretto a lasciare la sua terra, una esperienza terribile, la stessa che visse Arcangelo da bambino in Svizzera. Molti di noi lo hanno apprezzato anche come assistente ecclesiastico nel gruppo scout Agesci di Manfredonia. Preghiamo per la sua anima e perché la memoria del suo impegno ‘civile’ non si disperda in questa città”.

“Un santo moderno, che indossava scarpe da ginnastica e si vestiva coi cenci donati alla Caritas. Un santo che ti abbracciava quando ti vedeva, che litigava con i vescovi per difendere i suoi poveri e i suoi amici e che ti portava alle riunioni nei centri sociali. Un santo che ha donato interamente la sua vita per i migranti e i rifugiati, in Svizzera, in Germania, in Mozambico, e in Italia. Abbiamo scoperto assieme, col suo furgone colorato, l’esistenza dei ghetti in cui vivono i migranti sfruttati. L’ho visto montare rubinetti, insegnare italiano, fare il mediatore, dire messa in una baracca dove dormivano le prostitute”. E’ il ricordo dei Fratelli della Stazione.

“L’ho visto spiegare ai lavoratori come denunciare, l’ho visto montare un generatore in una fabbrica abbandonata per attaccarvi un fotocopiatore, per raccogliere i dati di chi voleva fare vertenza. L’ho visto indignarsi contro le ingiustizie, l’ho visto parlare ai convegni con giudici e politici di come si combatte lo schiavismo, per poi abbracciarli fraternamente. L’ho visto ridere di cuore, pregare da solo, l’ho visto accogliere gente diversa senza mai giudicare, l’ho visto circondarsi di atei senza mai imporre la sua sconfinata fede. L’ho visto triste per un trasferimento immotivato e poi recentemente l’ho visto imprigionato in un corpo che non rispondeva più alla forza della sua anima”.

Manfredonia in lutto per la scomparsa di padre Arcangelo Maira. A darne notizia con un post è Alfredo De Luca, ex consigliere comunale e coordinatore cittadino dei Verdi.
“Oggi è volato in cielo padre Arcangelo Maira – ha scritto -. Tantissimi di noi lo hanno conosciuto per il suo impegno, per l’accoglienza umana di chi è stato costretto a lasciare la sua terra, una esperienza terribile, la stessa che visse Arcangelo da bambino in Svizzera. Molti di noi lo hanno apprezzato anche come assistente ecclesiastico nel gruppo scout Agesci di Manfredonia. Preghiamo per la sua anima e perché la memoria del suo impegno ‘civile’ non si disperda in questa città”.

“Un santo moderno, che indossava scarpe da ginnastica e si vestiva coi cenci donati alla Caritas. Un santo che ti abbracciava quando ti vedeva, che litigava con i vescovi per difendere i suoi poveri e i suoi amici e che ti portava alle riunioni nei centri sociali. Un santo che ha donato interamente la sua vita per i migranti e i rifugiati, in Svizzera, in Germania, in Mozambico, e in Italia. Abbiamo scoperto assieme, col suo furgone colorato, l’esistenza dei ghetti in cui vivono i migranti sfruttati. L’ho visto montare rubinetti, insegnare italiano, fare il mediatore, dire messa in una baracca dove dormivano le prostitute”. E’ il ricordo dei Fratelli della Stazione.

“L’ho visto spiegare ai lavoratori come denunciare, l’ho visto montare un generatore in una fabbrica abbandonata per attaccarvi un fotocopiatore, per raccogliere i dati di chi voleva fare vertenza. L’ho visto indignarsi contro le ingiustizie, l’ho visto parlare ai convegni con giudici e politici di come si combatte lo schiavismo, per poi abbracciarli fraternamente. L’ho visto ridere di cuore, pregare da solo, l’ho visto accogliere gente diversa senza mai giudicare, l’ho visto circondarsi di atei senza mai imporre la sua sconfinata fede. L’ho visto triste per un trasferimento immotivato e poi recentemente l’ho visto imprigionato in un corpo che non rispondeva più alla forza della sua anima”.

Manfredonia in lutto per la scomparsa di padre Arcangelo Maira. A darne notizia con un post è Alfredo De Luca, ex consigliere comunale e coordinatore cittadino dei Verdi.
“Oggi è volato in cielo padre Arcangelo Maira – ha scritto -. Tantissimi di noi lo hanno conosciuto per il suo impegno, per l’accoglienza umana di chi è stato costretto a lasciare la sua terra, una esperienza terribile, la stessa che visse Arcangelo da bambino in Svizzera. Molti di noi lo hanno apprezzato anche come assistente ecclesiastico nel gruppo scout Agesci di Manfredonia. Preghiamo per la sua anima e perché la memoria del suo impegno ‘civile’ non si disperda in questa città”.

“Un santo moderno, che indossava scarpe da ginnastica e si vestiva coi cenci donati alla Caritas. Un santo che ti abbracciava quando ti vedeva, che litigava con i vescovi per difendere i suoi poveri e i suoi amici e che ti portava alle riunioni nei centri sociali. Un santo che ha donato interamente la sua vita per i migranti e i rifugiati, in Svizzera, in Germania, in Mozambico, e in Italia. Abbiamo scoperto assieme, col suo furgone colorato, l’esistenza dei ghetti in cui vivono i migranti sfruttati. L’ho visto montare rubinetti, insegnare italiano, fare il mediatore, dire messa in una baracca dove dormivano le prostitute”. E’ il ricordo dei Fratelli della Stazione.

“L’ho visto spiegare ai lavoratori come denunciare, l’ho visto montare un generatore in una fabbrica abbandonata per attaccarvi un fotocopiatore, per raccogliere i dati di chi voleva fare vertenza. L’ho visto indignarsi contro le ingiustizie, l’ho visto parlare ai convegni con giudici e politici di come si combatte lo schiavismo, per poi abbracciarli fraternamente. L’ho visto ridere di cuore, pregare da solo, l’ho visto accogliere gente diversa senza mai giudicare, l’ho visto circondarsi di atei senza mai imporre la sua sconfinata fede. L’ho visto triste per un trasferimento immotivato e poi recentemente l’ho visto imprigionato in un corpo che non rispondeva più alla forza della sua anima”.

Manfredonia in lutto per la scomparsa di padre Arcangelo Maira. A darne notizia con un post è Alfredo De Luca, ex consigliere comunale e coordinatore cittadino dei Verdi.
“Oggi è volato in cielo padre Arcangelo Maira – ha scritto -. Tantissimi di noi lo hanno conosciuto per il suo impegno, per l’accoglienza umana di chi è stato costretto a lasciare la sua terra, una esperienza terribile, la stessa che visse Arcangelo da bambino in Svizzera. Molti di noi lo hanno apprezzato anche come assistente ecclesiastico nel gruppo scout Agesci di Manfredonia. Preghiamo per la sua anima e perché la memoria del suo impegno ‘civile’ non si disperda in questa città”.

“Un santo moderno, che indossava scarpe da ginnastica e si vestiva coi cenci donati alla Caritas. Un santo che ti abbracciava quando ti vedeva, che litigava con i vescovi per difendere i suoi poveri e i suoi amici e che ti portava alle riunioni nei centri sociali. Un santo che ha donato interamente la sua vita per i migranti e i rifugiati, in Svizzera, in Germania, in Mozambico, e in Italia. Abbiamo scoperto assieme, col suo furgone colorato, l’esistenza dei ghetti in cui vivono i migranti sfruttati. L’ho visto montare rubinetti, insegnare italiano, fare il mediatore, dire messa in una baracca dove dormivano le prostitute”. E’ il ricordo dei Fratelli della Stazione.

“L’ho visto spiegare ai lavoratori come denunciare, l’ho visto montare un generatore in una fabbrica abbandonata per attaccarvi un fotocopiatore, per raccogliere i dati di chi voleva fare vertenza. L’ho visto indignarsi contro le ingiustizie, l’ho visto parlare ai convegni con giudici e politici di come si combatte lo schiavismo, per poi abbracciarli fraternamente. L’ho visto ridere di cuore, pregare da solo, l’ho visto accogliere gente diversa senza mai giudicare, l’ho visto circondarsi di atei senza mai imporre la sua sconfinata fede. L’ho visto triste per un trasferimento immotivato e poi recentemente l’ho visto imprigionato in un corpo che non rispondeva più alla forza della sua anima”.

Manfredonia in lutto per la scomparsa di padre Arcangelo Maira. A darne notizia con un post è Alfredo De Luca, ex consigliere comunale e coordinatore cittadino dei Verdi.
“Oggi è volato in cielo padre Arcangelo Maira – ha scritto -. Tantissimi di noi lo hanno conosciuto per il suo impegno, per l’accoglienza umana di chi è stato costretto a lasciare la sua terra, una esperienza terribile, la stessa che visse Arcangelo da bambino in Svizzera. Molti di noi lo hanno apprezzato anche come assistente ecclesiastico nel gruppo scout Agesci di Manfredonia. Preghiamo per la sua anima e perché la memoria del suo impegno ‘civile’ non si disperda in questa città”.

“Un santo moderno, che indossava scarpe da ginnastica e si vestiva coi cenci donati alla Caritas. Un santo che ti abbracciava quando ti vedeva, che litigava con i vescovi per difendere i suoi poveri e i suoi amici e che ti portava alle riunioni nei centri sociali. Un santo che ha donato interamente la sua vita per i migranti e i rifugiati, in Svizzera, in Germania, in Mozambico, e in Italia. Abbiamo scoperto assieme, col suo furgone colorato, l’esistenza dei ghetti in cui vivono i migranti sfruttati. L’ho visto montare rubinetti, insegnare italiano, fare il mediatore, dire messa in una baracca dove dormivano le prostitute”. E’ il ricordo dei Fratelli della Stazione.

“L’ho visto spiegare ai lavoratori come denunciare, l’ho visto montare un generatore in una fabbrica abbandonata per attaccarvi un fotocopiatore, per raccogliere i dati di chi voleva fare vertenza. L’ho visto indignarsi contro le ingiustizie, l’ho visto parlare ai convegni con giudici e politici di come si combatte lo schiavismo, per poi abbracciarli fraternamente. L’ho visto ridere di cuore, pregare da solo, l’ho visto accogliere gente diversa senza mai giudicare, l’ho visto circondarsi di atei senza mai imporre la sua sconfinata fede. L’ho visto triste per un trasferimento immotivato e poi recentemente l’ho visto imprigionato in un corpo che non rispondeva più alla forza della sua anima”.

Manfredonia in lutto per la scomparsa di padre Arcangelo Maira. A darne notizia con un post è Alfredo De Luca, ex consigliere comunale e coordinatore cittadino dei Verdi.
“Oggi è volato in cielo padre Arcangelo Maira – ha scritto -. Tantissimi di noi lo hanno conosciuto per il suo impegno, per l’accoglienza umana di chi è stato costretto a lasciare la sua terra, una esperienza terribile, la stessa che visse Arcangelo da bambino in Svizzera. Molti di noi lo hanno apprezzato anche come assistente ecclesiastico nel gruppo scout Agesci di Manfredonia. Preghiamo per la sua anima e perché la memoria del suo impegno ‘civile’ non si disperda in questa città”.

“Un santo moderno, che indossava scarpe da ginnastica e si vestiva coi cenci donati alla Caritas. Un santo che ti abbracciava quando ti vedeva, che litigava con i vescovi per difendere i suoi poveri e i suoi amici e che ti portava alle riunioni nei centri sociali. Un santo che ha donato interamente la sua vita per i migranti e i rifugiati, in Svizzera, in Germania, in Mozambico, e in Italia. Abbiamo scoperto assieme, col suo furgone colorato, l’esistenza dei ghetti in cui vivono i migranti sfruttati. L’ho visto montare rubinetti, insegnare italiano, fare il mediatore, dire messa in una baracca dove dormivano le prostitute”. E’ il ricordo dei Fratelli della Stazione.

“L’ho visto spiegare ai lavoratori come denunciare, l’ho visto montare un generatore in una fabbrica abbandonata per attaccarvi un fotocopiatore, per raccogliere i dati di chi voleva fare vertenza. L’ho visto indignarsi contro le ingiustizie, l’ho visto parlare ai convegni con giudici e politici di come si combatte lo schiavismo, per poi abbracciarli fraternamente. L’ho visto ridere di cuore, pregare da solo, l’ho visto accogliere gente diversa senza mai giudicare, l’ho visto circondarsi di atei senza mai imporre la sua sconfinata fede. L’ho visto triste per un trasferimento immotivato e poi recentemente l’ho visto imprigionato in un corpo che non rispondeva più alla forza della sua anima”.

Manfredonia in lutto per la scomparsa di padre Arcangelo Maira. A darne notizia con un post è Alfredo De Luca, ex consigliere comunale e coordinatore cittadino dei Verdi.
“Oggi è volato in cielo padre Arcangelo Maira – ha scritto -. Tantissimi di noi lo hanno conosciuto per il suo impegno, per l’accoglienza umana di chi è stato costretto a lasciare la sua terra, una esperienza terribile, la stessa che visse Arcangelo da bambino in Svizzera. Molti di noi lo hanno apprezzato anche come assistente ecclesiastico nel gruppo scout Agesci di Manfredonia. Preghiamo per la sua anima e perché la memoria del suo impegno ‘civile’ non si disperda in questa città”.

“Un santo moderno, che indossava scarpe da ginnastica e si vestiva coi cenci donati alla Caritas. Un santo che ti abbracciava quando ti vedeva, che litigava con i vescovi per difendere i suoi poveri e i suoi amici e che ti portava alle riunioni nei centri sociali. Un santo che ha donato interamente la sua vita per i migranti e i rifugiati, in Svizzera, in Germania, in Mozambico, e in Italia. Abbiamo scoperto assieme, col suo furgone colorato, l’esistenza dei ghetti in cui vivono i migranti sfruttati. L’ho visto montare rubinetti, insegnare italiano, fare il mediatore, dire messa in una baracca dove dormivano le prostitute”. E’ il ricordo dei Fratelli della Stazione.

“L’ho visto spiegare ai lavoratori come denunciare, l’ho visto montare un generatore in una fabbrica abbandonata per attaccarvi un fotocopiatore, per raccogliere i dati di chi voleva fare vertenza. L’ho visto indignarsi contro le ingiustizie, l’ho visto parlare ai convegni con giudici e politici di come si combatte lo schiavismo, per poi abbracciarli fraternamente. L’ho visto ridere di cuore, pregare da solo, l’ho visto accogliere gente diversa senza mai giudicare, l’ho visto circondarsi di atei senza mai imporre la sua sconfinata fede. L’ho visto triste per un trasferimento immotivato e poi recentemente l’ho visto imprigionato in un corpo che non rispondeva più alla forza della sua anima”.

Manfredonia in lutto per la scomparsa di padre Arcangelo Maira. A darne notizia con un post è Alfredo De Luca, ex consigliere comunale e coordinatore cittadino dei Verdi.
“Oggi è volato in cielo padre Arcangelo Maira – ha scritto -. Tantissimi di noi lo hanno conosciuto per il suo impegno, per l’accoglienza umana di chi è stato costretto a lasciare la sua terra, una esperienza terribile, la stessa che visse Arcangelo da bambino in Svizzera. Molti di noi lo hanno apprezzato anche come assistente ecclesiastico nel gruppo scout Agesci di Manfredonia. Preghiamo per la sua anima e perché la memoria del suo impegno ‘civile’ non si disperda in questa città”.

“Un santo moderno, che indossava scarpe da ginnastica e si vestiva coi cenci donati alla Caritas. Un santo che ti abbracciava quando ti vedeva, che litigava con i vescovi per difendere i suoi poveri e i suoi amici e che ti portava alle riunioni nei centri sociali. Un santo che ha donato interamente la sua vita per i migranti e i rifugiati, in Svizzera, in Germania, in Mozambico, e in Italia. Abbiamo scoperto assieme, col suo furgone colorato, l’esistenza dei ghetti in cui vivono i migranti sfruttati. L’ho visto montare rubinetti, insegnare italiano, fare il mediatore, dire messa in una baracca dove dormivano le prostitute”. E’ il ricordo dei Fratelli della Stazione.

“L’ho visto spiegare ai lavoratori come denunciare, l’ho visto montare un generatore in una fabbrica abbandonata per attaccarvi un fotocopiatore, per raccogliere i dati di chi voleva fare vertenza. L’ho visto indignarsi contro le ingiustizie, l’ho visto parlare ai convegni con giudici e politici di come si combatte lo schiavismo, per poi abbracciarli fraternamente. L’ho visto ridere di cuore, pregare da solo, l’ho visto accogliere gente diversa senza mai giudicare, l’ho visto circondarsi di atei senza mai imporre la sua sconfinata fede. L’ho visto triste per un trasferimento immotivato e poi recentemente l’ho visto imprigionato in un corpo che non rispondeva più alla forza della sua anima”.
Tags: FoggiaManfredoniaMigrantimortoPadre Arcangelo MairaRifugiati
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