Su Repubblica Bari sono stati pubblicati alcuni passaggi del memoriale di Giuseppe De Benedictis, l’ex giudice arrestato per corruzione e armi. L’inchiesta nei suoi confronti potrebbe riservare altre sorprese e coinvolgere nuovi personaggi. “Non voglio e non posso passare per capro espiatorio, nel diffuso costume dell’ambiente giudiziario barese”, ha scritto De Benedictis nel documento. Il memoriale è agli atti del procedimento nei confronti di nove persone tra le quali i foggiani Antonio Ippedico e Michele Pio Gianquitto e il pentito viestano Danilo Della Malva, tutti accusati di aver ottenuto “scarcerazioni facili” in cambio di mazzette.
Come riporta Repubblica Bari, il documento dell’ex gip è stato consegnato a fine giugno ai pm Roberta Licci e Alessandro Prontera, che coordinano le indagini dei carabinieri di Bari, ed è diventato la traccia da cui partire per il secondo capitolo dell’inchiesta che potrebbe portare a un vero e proprio terremoto nel mondo giudiziario pugliese.
Di rilievo la frase “Mica devo pagare solo io” con la quale lascerebbe intendere di essere pronto a rilasciare importanti rivelazioni sul ruolo svolto negli anni da altre persone che orbitavano nell’ambiente giudiziario. Alcune di queste persone – riporta sempre Repubblica – sono già iscritte nel registro degli indagati del fascicolo-bis e su di loro sono in corso una serie di accertamenti, che erano iniziati nella primavera del 2020, quando furono disposte intercettazioni telefoniche su 14 utenze, la maggior parte delle quali riconducibili ad avvocati. Sono stati alcuni pentiti a confermare che alcuni legali avrebbero fatto, per anni, da tramite tra il giudice ed alcuni esponenti di spicco della criminalità organizzata. Tangenti per ottenere provvedimenti giudiziari favorevoli.
Nel frattempo, De Benedictis è ancora in carcere per l’accusa di aver detenuto un arsenale da guerra ad Andria mentre ha ottenuto i domiciliari per la corruzione. Il 13 ottobre il Plenum del Consiglio superiore della magistratura – si legge ancora su Repubblica Bari – ha accettato le sue dimissioni, consentendogli di lasciare l’ordine giudiziario, cosa che chiude la porta ad ogni possibile reiterazione di reati contro la pubblica amministrazione. “Voglio ricostruirmi una vita lontano dalle armi e dall’ambiente giudiziario”, ha scritto nel suo memoriale.
A De Benedictis è stato chiesto di effettuare anche un riconoscimento fotografico di persone che in passato avrebbero avuto a che fare con lui. Cinque le pagine dell’album, nel quale compaiono otto fotografie. Tutte le persone ritratte – conclude il focus di Repubblica Bari – sono state riconosciute dall’ormai ex giudice.
