“Le dichiarazioni del presidente Emiliano, rilasciate qualche giorno fa a proposito dell’aeroporto di Foggia, ci lasciano esterrefatti e confermano quanto lo scalo foggiano non sia preso realmente in considerazione né dal Presidente né da Aeroporti di Puglia, che è partecipata quasi interamente dalla Regione Puglia e che dovrebbe, per statuto, occuparsi dell’operatività e dello sviluppo anche dell’aeroporto foggiano”, dichiarano i parlamentari del Movimento 5 stelle Marco Pellegrini, Marialuisa Faro, Carla Giuliano, Giorgio Lovecchio, e Gisella Naturale.
“Non vorremmo che gli annunci roboanti e i tagli di nastri dei mesi e degli anni scorsi fossero state solo parole al vento, visto che, ad oggi, la base della protezione civile a Foggia non è operativa e non si vede all’orizzonte una compagnia che sia interessata ad operare su Gino Lisa.
Emiliano ricorda, giustamente, che gli aeroporti funzionano se c’è richiesta. A Foggia, per il Gino Lisa, la richiesta di voli c’è, ed è forte, e proviene dagli operatori internazionali interessati alle produzioni che tutto il mondo ci invidia e proviene, altresì, da chi vuole venire a visitare la nostra splendida provincia che, lo ricordiamo, è ancora la prima in Puglia per numero di turisti, nonostante infrastrutture non all’altezza rispetto agli altri territori della regione. Provincia che è la più estesa della Puglia (peraltro, la terza in Italia) ed è contraddistinta da una orografia del territorio che rende difficili e faticosi i collegamenti tra le zone interne o garganiche con Bari e il scalo aeroportuale.
Chiediamo che Aeroporti di Puglia e la Regione, ognuno per le proprie competenze, si impegnino ad eliminare o quantomeno diminuire le differenze infrastrutturali esistenti tra la nostra provincia e il resto della Puglia. Se AdP non vuole o non sa sviluppare lo scalo foggiano, che lo lasci ad altri operatori questo compito. Non chiediamo favoritismi, non chiediamo piaceri, pretendiamo solo che il nostro territorio sia trattato per quello che merita e non accettiamo il perdurare di questo scarso interesse. Non vogliamo più promesse, basta parole e proclami, vogliamo fatti”, concludono i parlamentari pentastellati.
