Era un pomeriggio del 25 dicembre 2020, proprio il giorno della ricorrenza natalizia, quando al 112 dell’Arma giunse una richiesta di aiuto da una anziana cittadina lesinate, per un tentativo di rapina consumata poco prima. All’arrivo immediato dei militari della Stazione Carabinieri di Lesina, la tragicità dell’evento fu subito chiara. In sostanza nel pomeriggio, nelle fasi immediatamente successive al tradizionale pranzo in famiglia nel giorno di Natale, quando si sistema la tavola e si ripongono le cose al loro posto, due persone si erano introdotte in un’abitazione del comune di Lesina con all’interno una donna di 83 anni ed il figlio 55enne. I rapinatori, vistisi scoperti dalle urla della donna, per garantirsi la fuga ferirono con un coltello il figlio 50enne al volto, senza, fortunatamente, asportare nulla. Dato ancor più grave è che l’uomo è risultato affetto da disabilità e soltanto la caparbietà della anziana nell’urlare e chiamare prontamente il 112 ha scongiurato ulteriori conseguenze.
Sebbene nei primi attimi non siano emersi utili elementi indiziari, i militari dell’Arma non si sono persi d’animo ed hanno posto in essere una minuziosa attività di indagine, per il tramite di acquisizioni testimoniali e sistemi di videosorveglianza presenti, ponendo l’attenzione sin da subito, su di un ragazzo con precedenti specifici, e, a distanza di un anno, ad ottenere la risposta della giustizia nei confronti di un sammarchese 28enne, non riuscendo ad identificare il complice. I militari della dipendente Stazione CC di Lesina hanno dato esecuzione ad un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Foggia, che ha concordato pienamente con le risultanze investigative fatte emergere dai carabinieri, per quei fatti contestati. L’atto materialmente è stato notificato in carcere al giovane, detenuto per altra causa, dato ancor più importante perché lascia emergere la proclive tendenza al delinquere e pericolosità, che senza una pronta reazione in quel triste pomeriggio di Natale avrebbe potuto sicuramente avere un epilogo ben diverso, ai danni di vittime inermi e con minorata difesa, da un lato per l’età avanzata, dall’altro per una disabilità psichiatrica.
