L’ecomafia non conosce lockdown, né risparmia l’ambiente. E la Capitanata è sempre sul podio dei reati criminosi. A fotografare la situazione è il nuovo rapporto Ecomafia 2021, realizzato da Legambiente con il sostegno di COBAT E NOVAMONT ed edito da Edizioni Ambiente. Il presidente di Legambiente Puglia, Ruggiero Ronzulli, anticipa a l’Immediato il Rapporto. “La provincia di Foggia anche questa volta sale sul podio nazionale per le illegalità ambientali. Il prossimo 16 dicembre il rapporto lo presenteremo proprio a Foggia per dare un messaggio forte al territorio. Un territorio dove purtroppo la mafia è radicata, e l’esempio del cormorano impiccato al cancello d’ingresso dell’Oasi Lago Salso a Manfredonia nel Parco Nazionale del Gargano, con un proiettile in bocca, è un segnale chiaro di metodi mafiosi“.
Secondo Ronzulli “è importante che i cittadini di questa terra non siano più omertosi, e che inizino a ribellarsi a queste metodologie che non possono essere più tollerate. Noi di Legambiente chiediamo una Capitanata libera non solo dai veleni ambientali ma anche libera dalle mafie”. Ronzulli ha poi illustrato i reati maggiori presenti nel Rapporto. “Il ciclo illegale dei rifiuti, il bracconaggio e quindi i reati contro la fauna selvatica. E quello che più preoccupa è che nemmeno con la pandemia questi reati sono diminuiti. In provincia di Foggia tutto si è fermato tranne l’illegalità ambientale”.